Papa Francesco: "L'amore di Cristo non è selettivo"

Il Pontefice ha ricordato l'ennesima tragedia nel Mediterraneo costata la vita a 130 migranti: "E' il momento della vergogna"

Papa Francesco
Foto: Vatican Media - ACI Group
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Gesù è “il vero pastore che difende, conosce e ama le sue pecore. A Lui si contrappone il mercenario, al quale non importano le pecore, perché non sono sue. Fa questo mestiere solo per la paga, e non si preoccupa di difenderle: quando arriva il lupo fugge e le abbandona. Gesù, pastore vero, ci difende sempre e ci salva in tante situazioni difficili, pericolose, mediante la luce della sua parola e la forza della sua presenza, che sperimentiamo tutti i giorni”. Lo ha detto il Papa, introducendo la preghiera del Regina Coeli in occasione della IV Domenica di Pasqua e dopo aver ordinato in San Pietro 9 nuovi presbiteri.

Gesù – ha aggiunto Francesco – “conosce le sue pecore e le pecore conoscono Lui. Come è bello e consolante sapere che Gesù ci conosce ad uno ad uno, che non siamo degli anonimi per Lui, che il nostro nome gli è noto. Per Lui non siamo massa, moltitudine. Siamo persone uniche, ciascuno con la propria storia, con il proprio valore, sia in quanto creatura sia in quanto redento da Cristo. Ognuno di noi può dire: Gesù mi conosce! Lui ci conosce come nessun altro. Solo Lui sa che cosa c’è nel nostro cuore, le intenzioni, i sentimenti più nascosti. Gesù conosce i nostri pregi e i nostri difetti, ed è sempre pronto a prendersi cura di noi, per sanare le piaghe dei nostri errori con l’abbondanza della sua misericordia”.

Per amore delle sue pecore Gesù – ha detto ancora il Pontefice – arriva a “morire sulla croce, perché questa è la volontà del Padre, che nessuno vada perduto. L’amore di Cristo non è selettivo, abbraccia tutti: Gesù vuole che tutti possano ricevere l’amore del Padre e incontrare Dio. La Chiesa è chiamata a portare avanti questa missione universale di Cristo. Oltre a quanti frequentano le nostre comunità, c’è tanta gente che lo fa solo in casi particolari oppure mai. Ma non per questo non sono figli di Dio, che il Padre affida a Cristo Buon Pastore e per tutti ha dato la vita”.

Al termine della preghiera mariana il Papa ha ricordato la beatificazione in Guatemala dei martiri uccisi tra il 1980 e il 1991 durante la “persecuzione contro la Chiesa Cattolica impegnata nella difesa dei poveri. Animati dalla fede in Cristo, sono stati eroici testimoni di giustizia e di amore. Il loro esempio ci renda più generosi e coraggiosi nel vivere il Vangelo”.

Francesco ha poi espresso vicinanza “alla popolazione delle Isole di Saint Vincent e Grenadine, dove un’eruzione vulcanica sta provocando danni e disagi”. Analoga espressione per l’incendio a Bagdad di un ospedale per malati di Covid.

“Nel Mediterraneo – ha detto ancora il Papa - 130 migranti sono morti in mare: sono persone, vite umane che per due giorni interi hanno implorato invano aiuto, un aiuto che non è arrivato. Fratelli e sorelle interroghiamoci tutti su questa ennesima tragedia, è il momento della vergogna. Preghiamo per questi fratelli e sorelle e per tanti che continuano a morire in questi drammatici viaggi, anche preghiamo per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare dall'altra parte”. Infine il ricordo della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

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