Papa Francesco, le lettere per affrontare la persecuzione contro i figli della Chiesa

La copertina del libro
Foto: Editrice Ancora / CC
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È in libreria, da martedì 29 gennaio, il libro di Jorge Mario Bergoglio - Francesco Lettere della tribolazione (Milano, Editrice Àncora, La Civiltà Cattolica, 2019, pagine 142, euro 16). L’ Osservatore Romano ha pubblicato la prefazione del Papa e stralci dei testi dei curatori del volume.

Ecco il testo del Pontefice:

“Ricordo che quando sottoposi a padre Miguel Ángel Fiorito s.i. la bozza della prefazione che avevo scritto per la prima edizione delle Lettere della tribolazione, il Maestro — lo chiamavamo così perché lo era, e oggi resta tale, per come ha saputo formare una scuola di discernimento — mi chiese di sviluppare meglio l’ultimo paragrafo nel quale parlavo dell’importanza del fare ricorso all’accusa di se stessi (cf Esodo 48).

In quel punto si trattava del discernimento e di come affrontare bene la vergogna e la confusione che si fanno spazio quando il Maligno scatena una feroce persecuzione contro i figli della Chiesa. La risposta era quella di opporgli la sana vergogna e la confusione che l’infinita Misericordia del Signore e la sua Lealtà fanno provare a chi chiede perdono per i propri peccati. «Là c’è una grazia», mi disse. «La sviluppi!».

Trent’anni dopo siamo in un altro contesto, ma la Guerra è la stessa e appartiene soltanto al Signore. Queste Lettere sono «un trattato di discernimento in epoca di confusione e tribolazione», e la loro riedizione mi richiama con forza, insieme alle riflessioni degli altri compagni che sono incluse nel libro, a continuare ad assolvere quell’incarico che mi è stato dato dal Maestro — che adesso ha per me il sapore della profezia dell’anziano — di «sviluppare una grazia».

Sento che il Signore mi chiede di condividere di nuovo le Lettere della tribolazione. Di condividerle con tutti coloro che — in mezzo alla confusione che il padre della menzogna sa seminare nelle sue persecuzioni — si sentono decisi a combattere bene, liberi da quel vittimismo a cui siamo tentati di arrenderci. Esso, come sappiamo, nasconde in seno la molla della vendetta, e non fa altro se non alimentare quel male che vorrebbe eliminare.

Contro qualsiasi tentazione di confusione e di disfattismo fa bene tornare a sentire lo spirito paterno di coloro che ci hanno preceduto e che anima queste Lettere. Loro ci insegnano a scegliere la consolazione nei momenti di maggiore desolazione.

Raccomando di leggerle e di pregare con esse. Queste Lettere sono — lo sono state per molti in alcuni momenti particolari — vera fonte di mitezza, coraggio e lucida speranza.”

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