Papa Francesco, l’uccisione dei concepiti con l’avallo degli Stati mina la giustizia

Papa Francesco con un bambino
Foto: Daniel Ibanez/ CNA
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“Prendersi cura della vita esige che lo si faccia durante tutta la vita e fino alla fine. Ed esige anche che si ponga attenzione alle condizioni di vita: la salute, l’educazione, le opportunità lavorative, e così via; insomma, tutto ciò che permette a una persona di vivere in modo dignitoso”.

Il Papa lo ha detto ricevendo in udienza i Membri del Consiglio direttivo del Movimento per la Vita italiano, in occasione della 41ª Giornata nazionale per la vita, che sarà celebrata in tutte le diocesi domani, domenica 3 febbraio 2019, sul tema «È vita, è futuro».

Ogni cittadino quindi deve essere coinvolto nella difesa della vita. 

“La difesa della vita ha il suo fulcro nell’accoglienza di chi è stato generato ed è ancora custodito nel grembo materno, avvolto nel seno della madre come in un amoroso abbraccio che li unisce” ha detto il Papa ed ha aggiunto: “Spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare è, in ogni caso, un tradimento della nostra vocazione, oltre che del patto che lega tra loro le generazioni, patto consente di guardare avanti con speranza. Dove c’è vita, c’è speranza!

Ma se la vita stessa viene violata nel suo sorgere, ciò che rimane non è più l’accoglienza grata e stupita del dono, bensì un freddo calcolo di quanto abbiamo e di ciò di cui possiamo disporre. Allora anche la vita si riduce a bene di consumo, da usare e gettare, per noi stessi e per gli altri. Come è drammatica questa visione, purtroppo diffusa e radicata, e quante sofferenze anche presetnata come diretti umano, causa ai più deboli dei nostri fratelli!”

Con un particolare ringraziamento al lavoro del Movimento per la vita con i sui centri di assistenza il Papa ha poi aggiunto: “Nella vostra azione culturale avete testimoniato con franchezza che quanti sono concepiti sono figli di tutta la società, e la loro uccisione in numero enorme, con l’avallo degli Stati, costituisce un grave problema che mina alle basi la costruzione della giustizia, compromettendo la corretta soluzione di ogni altra questione umana e sociale”.

E Papa Francesco ha concluso con un “appello a tutti i politici, perché, a prescindere dalle convinzioni di fede di ognuno, pongano come prima pietra del bene comune la difesa della vita di coloro che stanno per nascere e fare il loro ingresso nella società, alla quale vengono a portare novità, futuro e speranza. Non si lascino condizionare da logiche che mirano al successo personale o a interessi solo immediati o di parte, ma guardino sempre lontano, e con il cuore guardino a tutti”.

 

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