Papa Francesco, Maria è un raggio di luce che penetra il cielo grigio di questi giorni

Il Messaggio del Papa per i 650 anni dell'arrivo a Cagliari della immagine della Madonna di Bonaria

Papa Francesco nella sua visita a Cagliari
Foto: pd
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“Possa anche oggi, all’umanità bisognosa di ritrovare la via della pace e della fraternità, parlare ancora il Signore mediante il messaggio della Madonna di Bonaria. E possano i suoi numerosi devoti renderne a tutti valida testimonianza, mediante una sempre più salda adesione a Cristo e una generosa donazione ai fratelli, specialmente i più bisognosi”: è l’auspicio di Papa Francesco contenuto nella lettera autografa scritta all’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, in occasione del Giubileo Straordinario che la diocesi sta celebrando nel 650° anniversario dell’arrivo in Sardegna del simulacro di Nostra Signora di Bonaria.

Il Pontefice, ricordando “con gratitudine le manifestazioni di fede vissute con la popolazione sarda il 22 settembre 2013” durante il suo pellegrinaggio a Cagliari, si unisce “spiritualmente alla Comunità ecclesiale cagliaritana in tale felice circostanza”, ricordando in modo particolate i Padri Mercedari “che custodiscono con amore la venerata icona della ‘Signora venuta dal mare’ nel 1370”.

“Questa «visita» di Maria – scrive ancora Bergoglio - ha cambiato il volto spirituale e civile di Cagliari e dell’intera Sardegna, che la venera come Patrona Massima. Dal 1370 il Santuario di Bonaria si è andato sempre più trasformando in cittadella della preghiera, centro di azione del Vangelo, luogo di innumerevoli grazie e conversioni, caposaldo di pietà mariana, a cui guardano con fede quanti salgono all’omonimo colle”. Un Santuario che per il Papa “è rimasto nei secoli quale memoria della grazia celeste: il monte è luogo privilegiato – secondo la tradizione biblica – di incontro con Dio, oasi di silenzio in cui ascoltare la sua voce che, come brezza leggera, parla al cuore degli umili di cuore per confortarli e farli messaggeri di speranza presso i fratelli”.

Francesco conclude la missiva invocando “ogni desiderata grazia per codesta Chiesa particolare e per l’intera Isola, in modo speciale per i malati e i sofferenti e per ogni situazione di maggiore difficoltà” e la Benedizione Apostolica.

È stato monsignor Baturi a condividere, con un messaggio all’arcidiocesi, la “grande gioia” della lettera del Papa. “Siamo infinitamente grati al Santo Padre - scrive il vescovo - per questo pensiero paterno che ci raggiunge in un momento di sofferenza e faticosa trepidazione per il diffondersi della nuova epidemia virale ed è come un raggio di luce che penetra il cielo grigio di questi giorni. Comprendiamo di nuovo che la nostra forza e la pace derivano dal respiro cattolico che ci innesta nella comunione con il Vescovo di Roma e con tutta la Chiesa”. “Fissando lo sguardo sul volto materno di Maria, per imparare a guardare noi stessi e i nostri fratelli con la stessa misericordia, ci uniamo alla preghiera del Papa perché l’intera umanità ritrovi pace e fraternità” conclude Baturi.

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