Papa Francesco per i cento anni di Chiara Lubich: “Unica bussola, Gesù crocifisso”

Papa Francesco invia un messaggio ai vescovi amici del Movimento dei Focolari riuniti per un convegno sui cento anni di Chiara Lubich

Un momento dell'incontro a Trento dei vescovi amici del Movimento dei Focolari
Foto: Vatican News
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È “Un carisma a servizio della Chiesa e dell’umanità” il titolo del convegno in cui si sono riuniti i vescovi amici del Movimento dei Focolari, riuniti l’8 e il 9 febbraio a Trento in occasione del centenario della nascita della Serva di Dio Chiara Lubich. E a loro Papa Francesco invia un messaggio, ricordando che “attraverso il carisma dell’unità, lo Spirito Santo invita a scegliere come unica bussola Gesù Crocifisso, facendosi uno con tutti, a partire dagli ultimi, dagli esclusi dagli scartati”.

Il messaggio di Papa Francesco è stato letto dal cardinale Francis X Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok, e coordinatore del gruppo di vescovi amici dei Focolari. Il gruppo comprende sette cardinali e ai 137 vescovi amici del Movimento dei Focolari, provenienti da 50 Paesi.

Nel messaggio, Papa Francesco sottolinea che i carismi sono “regali dello Spirito” ed “è bene dunque, anche per i vescovi, mettersi sempre di nuovo alla scuola dello Spirito Santo”.

Per Papa Francesco, la luce e la forza dello Spirito, infatti, “guidano ad incontrare con misericordia e tenerezza chi vive e soffre nelle periferie esistenziali e sociali”, ed i doni carismatici, scrive il Papa, “sono co-essenziali, insieme ai doni gerarchici, nella missione della Chiesa”.

In questo senso il carisma dell’unità di Chiara Lubich “è una di queste grazie per il nostro tempo, che sperimenta un cambiamento di portata epocale e invoca una riforma spirituale e pastorale semplice e radicale, che riporti la Chiesa alla sorgente sempre nuova e attuale del Vangelo di Gesù”.

Papa Francesco sottolinea che lo Spirito apre anche “al dialogo della carità e della verità con ogni uomo e ogni donna, di tutte le culture, le tradizioni religiose, le convinzioni ideali, per edificare nell’incontro la civiltà dell’amore”.

Riferendosi al fatto che il nome ufficiale è “Opera di Maria”, Papa Francesco ricorda poi che proprio l’amore è ciò che si impara alla scuola di Maria, dove si apprende che è l’unica cosa “che vale e resta”.

 

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