Papa Francesco: “Santa Teresa Avila, riformatrice grazie al Signore”

In un videomessaggio al convegno “Donna eccezionale”, dedicato al 50esimo anniversario della proclamazione della Santa a dottore della Chiesa, il Papa ne tratteggia l’opera riformatrice

Un ritratto di Santa Teresa d'Avila (1515 - 1582)
Foto: Wikimedia Commons
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Santa Teresa d’Avila è stata una “creativa riformatrice, e lo è stata grazie alla “presenza interiore dello Spirito Santo in lei”. Perché in lei la preghiera si è fatta opera, porta di misericordia che apre alla speranza, ed è questo l’invito che ci viene fatto anche in questi tempi difficili. Lo spiega Papa Francesco, rivolgendosi ai partecipanti al Congresso Internazionale “Donna Eccezionale”, quattro giorni di conferenze organizzate dall’Università Cattolica Santa Teresa del Gesù ad Avila in occasione del 50esimo anniversario della proclamazione della Santa come dottore della Chiesa.

Fu San Paolo VI a descrivere Santa Teresa d’Avila come “donna eccezionale”, e Papa Francesco rimarca: “L’audacia, la creatività e l’eccellenza di Santa Teresa come riformatrice sono frutto della presenza interiore del Signore”.

Sono giorni, dice il Papa, simili a quelli del XVI secolo in cui visse Santa Teresa d’Avila, perché oggi come allora “noi cristiani siamo chiamati a far sì che, attraverso di noi, la potenza dello Spirito Santo continui a rinnovare la faccia della terra, nella certezza che in ultima analisi sono i santi che permettono al mondo di avanzare verso il suo fine ultimo”.

Papa Francesco afferma che la santità non è per “specialisti del Divino”, ma è piuttosto “la vocazione dei tutti credenti”, e la santità “non è da copiare”: si deve piuttosto “scoprire una propria via”, perché “ognuno di noi ha il proprio cammino di santità, di incontro con il Signore”.

Per Papa Francesco, il segno dell’unione di Dio è “nelle opere che si realizzano”; frutto anche di un cambiamento di personale, perché il cammino di conversione “”non è aperto a coloro che si considerano puri e perfetti, i catari di tutti i secoli, ma a coloro che, consapevoli dei loro peccati, scoprono la bellezza della misericordia di Dio, che accoglie tutti, redime tutti e chiama tutti alla sua amicizia”.

E così, Santa Teresa, che si considerava “miserabile e miserabile”, riconosce “che la bontà di Dio ‘è più grande di tutti i mali che possiamo fare, ed Egli non si ricorda della nostra ingratitudine’”.

Di Santa Teresa, Papa Francesco ricorda anche l’ideale di fraternità, fondamentale in un periodo difficile in cui “la grande tentazione è quella di cedere alla disillusione, alla rassegnazione, al triste e infondato presagio che tutto andrà male. Quel pessimismo sterile, quel pessimismo di persone incapaci di dare la vita”.

Se questo pessimismo ci chiude, “la preghiera ci apre, ci permette di gustare che Dio è grande, che è oltre l'orizzonte, che Dio è buono, che ci ama e che la storia non è sfuggita dalle sue mani. Possiamo camminare per strade buie, non abbiate paura se il Signore è con voi, ma Egli non cessa di camminare accanto a noi e di condurci alla meta che tutti desideriamo: la vita eterna”.

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