Papa Francesco, tre cardinali per tre celebrazioni importanti

Papa Francesco durante una udienza generale, marzo 2013
Foto: Stephen Driscoll / Catholic News Agency
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Tre cardinali per tre celebrazioni, che rappresentano anche tre temi chiave del Pontificato di Papa Francesco. Oggi, sono stati resi noti i cardinali che rappresenteranno il Papa alle celebrazioni per il V centenario dell’evangelizzazione della Repubblica Democratica del Timor Orientale; per la celebrazione eucaristica al Meeting delle Comunità Colomboniane in occasione del 1400esimo anniversario della morte di San Colombano; e l’inviato speciale alle celebrazioni per il 1500esimo anniversario della fondazione dell’abbazia svizzera di Saint Maurice. I tre cardinali scelti sono rispettivamente il Segretario di Stato Pietro Parolin; l’arcivescovo di Milano Angelo Scola; e il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani Kurt Koch.

Tre nomi importanti. E in fondo le tre celebrazioni si può dire che rispecchino tre dei temi più forti del Pontificato di Papa Francesco: lo sguardo all’Asia e alla sua evangelizzazione; l’evangelizzazione da raggiungere anche attraverso l’educazione; e infine il culto dei martiri, anche perché l’ “ecumenismo dei martiri” è la strada privilegiata di Papa Francesco verso la piena unità.

Il Cardinal Pietro Parolin sarà dunque a Dilì, Timor Est, il prossimo 15 agosto come Legato Pontificio per celebrare il V centenario dell’Evangelizzazione della zona. Timor Est è l’altra nazione asiatica, insieme alle Filippine, nella quale i cattolici sono in maggioranza: il 97 per cento delle persone sono battezzate. A loro Papa Francesco guarda con interesse, puntando all’Asia, e sperando magari in un viaggio in Cina che sarebbe il primo per il Pontefice.

Incontrando i vescovi di Timor Est in visita ad limina nel marzo 2014, Papa Francesco li ha stimolati ad essere “coscienza critica della nazione,” ad “uscire per evangelizzare” e far divenire “cultura” la fede, il che vuol dire anche “esprimere la Buona Novella della Salvezza nelle Lingue locali.”

Una Chiesa in uscita ben rappresentata da San Colombano, morto 1400 anni fa. Il Cardinal Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, sarà a Bobbio, in provincia di Piacenza, il prossimo 30 agosto. Lì celebrerà la Messa per il XVIII meeting internazionale delle Comunità Colombaniane.

La scelta del Cardinal Scola era praticamente obbligata, dato che a Milano San Colombano trovò apprezzamento e stabilità. Nato in Irlanda intorno al 540, giovane Monaco, San Colombano partì per evangelizzare appena gli fu possibile, arrive in Armorica, passò in Francia, andò in Austrasia alle corti dei Re Merovingi. I tre monastery che fondò (Luxeuil, Fontaine e Annegray) avevano una regola tutta loro, la ‘colombiana’. Vale a dire che alla regola benedettina dell’ “Ora et labora” (lavoro nei campi e preghiera), San Colombano aggiungeva l’impegno per l’istruzione e l’assimilazione della conoscenza. Dopo un contrasto con i vescovi francesi, stava per essere rimpatriato, scappò verso la valle del Reno (dove fondò dei monasteri clandestine), poi arrivò da Papa Bonifacio IV, e infine a Milano, dove trovò approvazione dal re Longobardo Agilulfo e dalla Regina Teodolinda, che gli chiesero aiuto sulla questione tricapitolina, ovvero sull’avvicinamento tra Chiesa longobarda e Chiesa di Roma. L’alleanza ebbe successo, e per questo fu regalato a San Colombano un terreno a Bobbio, che è dove si riuniscono tuttora le comunità colombaniane.

La scelta del Cardinal Kurt Koch come inviato speciale alle celebrazioni conclusive del 1500esimo anniversario della Fondazione dell’Abbazia di Saint-Maurice ha soprattutto una ragione territoriale: il Cardinale è svizzero. Ma è anche presidente del Pontificio Consiglio che si occupa di ecumenismo, e dunque la sua presenza in un monastero centro delle venerazione dei martiri assume il suo fascino, se consideriamo che più volte Papa Francesco ha parlato di “ecumenismo del sangue”.

Lì, sul territorio dove sorge l’abbazia di Saint Maurice, era distaccata la legione tebana comandata da Maurizio chef u completamente cancellata a causa della sua fede cristiana nel III secolo. L’abbaye Saint-Maurice fu fondata sul sepolcro dei martiri nel 515 da Sigismondo, figlio del re dei Burgundi Gundobad.

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