Papa Francesco, un venerdì di misericordia per i migranti?

Papa Francesco nel suo primo viaggio apostolico, nell'Isola di Lampedusa
Foto: L'Osservatore Romano
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Non c’è ancora una data precisa, né un annuncio ufficiale da parte della Santa Sede. Ma uno dei venerdì della Misericordia di Papa Francesco dovrebbe essere dedicato ai migranti. Perché il Papa – probabilmente venerdì 15 aprile (ma alcuni sostengono anche il 14) – volerà a Lesbo, lì nell’isola greca che è diventata un punto focale nella crisi dei rifugiati in Grecia. L'invito è arrivato dal Sinodo della Chiesa ortodossa greca.

 Un viaggio ecumenico, perché la Chiesa ortodossa greca ha invitato sia Papa Francesco, sia il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. E il motivo è anche politico: Bartolomeo I ha sede ha Istanbul, in Turchia. E proprio l’accordo tra Turchia e Unione Europea – con i primi traghetti di migranti respinti partiti proprio oggi dall’Isola di Lesbo – ha lasciato perplessi gli ufficiali vaticani, come dimostra una intervista a Radio Vaticana del Cardinal Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio del Migranti.

Papa Francesco – che pure all’Angelus della scorsa domenica ha fatto un forte appello per i migranti, e che ai migranti ha dedicato il suo primo viaggio da Papa, nell'isola di Lampedusa – ha ricevuto da tempo l’invito della Chiesa greca ortodossa a fare un gesto per l’isola. Da una parte, Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, è prudente e sottolinea con ACI Stampa: “Non c’è nessuna decisione da comunicare, non c’è nessuna data stabilita. Non smentisco i contatti”.

Dall’altro, un comunicato del Sinodo della Chiesa di Grecia (la Chiesa ortodossa, che lì è Chiesa di Stato), diffuso via e-mail in lingua greca, ha riportato che “in risposta alle lettere inviate dal mese di marzo dal Santo Sinodo Permanente della Chiesa di Grecia alle istituzioni europee, al World Council of Churches, ai capi delle Chiese ortodosse e di altre Chiese, e a persone con alti poteri e influenza sociale”, il patriarca Girolamo II ha “ricevuto la notifica ufficiale da parte delle autorità competenti del Vaticano”.

Girolamo II - che guida la Chiesa greca dal 2008 - ha quindi comunicato al Sinodo il desiderio di Papa Francesco di visitare il Paese, con lo scopo di “dare un contributo” perché la comunità internazionale alzi l’attenzione sull’area, chiedendo “la cessazione immediata delle ostilità nel più ampio bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente che influenzano fortemente le comunità cristiane”. Non solo: si vuole dare luce “all'emergere di un importante umanitaria il problema causato dai profughi disperati che cercano un futuro migliore nel continente europeo”.

“Il Santo Sinodo della Chiesa greco ha accettato la proposta di visita al Papa Francesco un'isola del Mar Egeo, in quanto si tratta di un viaggio di un giorno solo, non di protocollo e di una chiara visita umanitaria e simbolica”.

Si legge ancora nel comunicato: “Per questa visita, il Santo Sinodo ha deciso di proporre di andare verso l'isola di Lesbo, una delle tante isole che profondamente sperimentato e sperimenta ancora la tragedia del problema dei rifugiati”, nel particolare momento in cui “il nostro Paese, nonostante gravi problemi, si mette sulle spalle il peso del flusso dei rifugiati”.

Per questo, il sinodo ha anche invitato il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ad esser presente nel giorno del viaggio del Papa, e Bartolomeo ha accettato.

“La personalità e l'autorità del Patriarca Ecumenico, insieme con il peso della presenza di Papa Francesco, dà a tutto il mondo un segnale per alleviare i problemi dei rifugiati e allo stesso tempo per attuare azioni appropriate per proteggere i cristiani che soffrono crudelmente in tutta la regione del Medio Oriente e in quelle vicine”.

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