Papa Francesco: una vita è sempre rara con miracolo dell'amore

La corsa organizzata da " Una vita rara"
Foto: Una Vita Rara
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“Una vita rara” un  nome che dice molto “perché esprime la realtà di Davide, ma anche la vostra con lui, in modo positivo, non negativo. Il negativo c’è, lo sappiamo, è realtà quotidiana. Ma questo nome dice che voi sapete guardare il positivo: che ogni vita umana è unica, e che se la malattia è rara o rarissima, prima ancora è la vita ad esserlo”.

Così questa mattina il Papa ha salutato i membri dell’Associazione “Una vita rara” ricevendoli in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano. L’incontro avviene al termine delle nove tappe della “Rare words run”-“Corsa delle Parole Rare”, partita lo scorso 21 aprile da Monticelli Brusati (BS) e giunta oggi a Roma, che vuole simbolicamente dar voce a coloro che sono affetti dalla Allan Herndon Dudley Syndrome (AHDS-MCT8) e a quanti sostengono l’Associazione, impegnata a sostegno della ricerca scientifica e della tutela della salute per la cura delle malattie rare.

Il Papa ha ringraziato i promotori della iniziativa e ha ricordato che lo “sguardo positivo è un tipico “miracolo” dell’amore. È l’amore che fa questo: sa vedere il bene anche in una situazione negativa, sa custodire la piccola fiammella in mezzo a una notte buia.

E l’amore fa un altro miracolo: aiuta a rimanere aperti agli altri, capaci di condividere, di essere solidali anche quando si soffre una malattia o una condizione pesante, logorante nel quotidiano”.

E nel saluto ha ricordato la corsa “per la vita e per la speranza” che si è conclusa oggi.

Nel saluto iniziale Giorgio il padre adottivo di Davide che soffre di una malattia che colpisce solo 200 persone nel mondo ha raccontato la sua esperienza.

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