Papa Francesco: uomo e donna complementari. "Riportare in onore matrimonio e famiglia"

Udienza del mercoledì
Foto: Petrik Bohumil - CNA
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“La donna non è una “replica” dell’uomo; viene direttamente dal gesto creatore di Dio” e “l’immagine della “costola” non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari”.  Di più. Serve la “reciprocità” per giungere alla “completezza”. E l’uomo “per trovare l'amore della donna deve prima sognarla”. Senza questi presupposti si sfocia nella  “svalutazione sociale per l’alleanza stabile e generativa dell’uomo e della donna” che “è certamente una perdita per tutti. Dobbiamo riportare in onore il matrimonio e la famiglia!”. E “Dio stesso cura e protegge il suo capolavoro”.

Udienza generale in Piazza San Pietro dedicata al rapporto uomo-donna. Per il Papa la priorità è garantire “la custodia di questa alleanza” che è il matrimonio. Perché “anche se peccatori e feriti, confusi e umiliati, sfiduciati e incerti”, uomo e donna affrontano “una vocazione impegnativa e appassionante, nella condizione odierna”. D’altronde, “se non troviamo un soprassalto di simpatia per questa alleanza , capace di porre le nuove generazioni al riparo dalla sfiducia e dall’indifferenza – ha chiesto il Papa - i figli verranno al mondo sempre più sradicati da essa fin dal grembo materno”.

“La Bibbia dice una cosa bella”, ha detto Francesco a braccio: “L’uomo trova la donna, loro si incontrano, e l’uomo deve fare lasciare qualcosa per trovarla pienamente. Per questo l’uomo lascia suo padre e sua madre per andare da lei”. “È bello!”, ha commentato il Papa: “Significa incominciare una strada: l’uomo è tutto per la donna, e la donna è tutta per l’uomo”. “E il fatto che Dio plasmi la donna mentre l’uomo dorme, sottolinea proprio che lei non è in alcun modo una creatura dell’uomo, ma di Dio”.

Certo, ha ammesso il Papa, questa alleanza può essere rotta dal peccato, che “genera diffidenza e divisione”. Bisogna fare attenzione alle “mille forme di prevaricazione e di assoggettamento, di seduzione ingannevole e di prepotenza umiliante, fino a quelle più drammatiche e violente. La storia ne porta le tracce”. Tra gli esempi citati , “eccessi negativi delle culture patriarcali” e “le molteplici forme di maschilismo, dove la donna viene considerata di seconda classe”.

Il Papa ha lanciato inoltre un grave monito contro la “strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica” oltre alla “recente epidemia di sfiducia, di scetticismo, e persino di ostilità che si diffonde nella nostra cultura – in particolare a partire da una comprensibile diffidenza delle donne – riguardo ad un’alleanza fra uomo e donna che sia capace, al tempo stesso, di affinare l’intimità della comunione e di custodire la dignità della differenza”.

Salutando i pellegrini di lingua italiana, infine, Papa Francesco ha ricordato che “oggi si celebra la Giornata della Terra”: “Esorto tutti – il suo messaggio - a vedere il mondo con gli occhi di Dio Creatore: la terra è l’ambiente da custodire e il giardino da coltivare. La relazione degli uomini con la natura non sia guidata dall’avidità, dal manipolare e dallo sfruttare, ma conservi l’armonia divina tra le creature e il creato nella logica del rispetto e della cura, per metterla a servizio dei fratelli, anche delle generazioni future”.

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