Parolin: le resistenze sono normali, gli attacchi alla Chiesa dei media a volte isterici

Il cardinale Parolin legge il messaggio del Papa
Foto: Acistampa
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“Parole che sono un commento del Vangelo, in cui si dice o Dio o mammona, non ci può essere un compromesso, bisogna scegliere il Signore”. Così il Segretario di stato vaticano Pietro Parolin ha commentato ieri sera incontrando i giornalisti a margine della XX Seduta pubblica delle Pontificie accademie, il discorso del Papa a Firenze.

Il Papa spinge “ come sempre la Chiesa ha insegnato a mettere i beni di questo mondo a servizio dei veri valori e delle finalità per le quali la Chiesa esiste a servizio della sua missione”.

Parolin ha ricordato con un sorriso il passaggio in cui il Papa ha ricordato Don Camillo e Peppone di Guareschi: “ avevano un rapporto molto dialettico, ma che alla fine riuscivano a superare le differenze proprio nell’ amore alla gente, il desiderio di fare il bene della gente che li portava a collaborare.”

Inevitabile la domanda sulle polemiche nate dalla vicenda battezzata come secondo vatileaks

“Non credo che queste polemiche possano creare un’atmosfera serena. Effettivamente, c’è un’atmosfera pesante. Se leggiamo la stampa vediamo come ci siano attacchi forse poco ragionati, poco pensati, molto emotivi, per non usare qualche altra parola, volevo dire isterici.”

Certo le intenzioni non le giudica nessuno, le giudica solo Dio, spiega il cardinale, ma “certamente, non credo siano attacchi ben intenzionati. E sono attacchi alla Chiesa. Possono tradursi o trasformarsi in un bene se li sappiamo anche accogliere con quello spirito di conversione e di ritorno al Vangelo che il Signore ci chiede. Io cercherei di cogliere proprio questo aspetto di tutta la vicenda, perché di conversione abbiamo tutti e sempre bisogno.”

E sulle parole del Papa sulla vicenda e su quel “ non fermeranno la riforma” il cardinale Parolin aggiunge: “La riforma vuol dire cambiare le cose, e cambiare le cose è sempre difficile perché tutti siamo tentati di proseguire nella nostra tranquillità nel nostro ‘tran tran’ di ogni giorno, e allora in questo senso ci sono da vincere delle resistenze. Definirle fisiologiche è forse troppo poco, definirle patologiche è troppo. Sono resistenze presenti che lentamente vano affrontate. Io credo sia anche importante affrontarle in maniera costruttiva. Un po’ come l’aria per l’aereo: quando l’aereo vola trova resistenza nell’aria, ma l’aria diventa il mezzo attraverso il quale l’aereo si muove. Credo che questa sia la chiave di volta di questa vicenda: trasformare quelle che possono essere le normali resistenze di fronte ai cambiamenti in strumenti di riforma. E questo vorrei dirlo: tutti hanno questo desiderio di cambiare in meglio, quel miglioramento che il Papa ha chiesto lui stesso alla Curia.” 

Parolin ha letto il testo del messaggio inviato dal Papa al cardinale Ravasi per l'evento dedicato alle memorie arcehologiche del pellegrinaggio ad Limina Petri.

Il pellegrinaggio, scrive il Papa  è anche "un’esperienza di misericordia, di condivisione e di solidarietà con chi fa la stessa strada, come pure di accoglienza e di generosità da parte di chi ospita e assiste i pellegrini". 

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