Parolin su Bambino Gesù: “Una storia unica e preziosa che è necessario si apra al futuro”

Ospedale Bambino Gesù
Foto: CNA
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L’Ospedale Bambino Gesù, l’Ospedale del Papa, da quasi 150 anni è una “straordinaria opera dell’intelligenza e della Carità del Pontefice”. Così è stato definito dal Segretario di Stato Cardinale Pietro Parolin durante la presentazione della Relazione Sanitaria e Scientifica dell’OPBG del 2016 in Vaticano. E continua ad essere così, in questi giorni più che mai. E’ sui giornali di tutto il mondo la vicenda del piccolo Charlie Gard, il bimbo di 10 mesi, affetto da una malattia rara considerata incurabile dai medici. E il Vaticano e l’Ospedale del Papa non potevano non intervenire.

“La Santa Sede farà il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo Charlie Gard al Bambin Gesù – commenta a tal proposito il segretario di Stato Vaticano rispondendo alle domande dei giornalisti - Superare questi problemi? Se possiamo farlo lo faremo", ha detto il Cardinale Parolin riferendosi agli ostacoli di tipo giuridico legati alla legislazione inglese. "Il Bambin Gesù - ha aggiunto - è competente per la parte medica".

Anche Mariella Enoc, Presidente dell’Ospedale, commenta sulla vicenda ai giornalisti: "Sono stata contattata dalla mamma di Charlie. E’ una signora molto determinata e molto decisa, che non vuole cedere di fronte a nulla. Ci ha chiesto di provare a verificare la possibilità che questa cura venga fatta, e i nostri medici e scienziati stanno approfondendo la possibilità ".

Dare il meglio di sé a vantaggio di tutti. Continua ad essere questo il motto dell’OPBG che oggi ha presentato dati e risultati di un anno intenso e produttivo. “Quella del Bambino Gesù – osserva il Cardinale Parolin nel suo discorso di presentazione all’evento – è una storia unica e preziosa che è necessario di apra al futuro”. E l’Ospedale del Papa si impegna ogni giorno nei due aspetti e nelle due sfide richieste da Papa Francesco nel suo ultimo incontro con la comunità: scienza e carità. E’ proprio questo quello che Francesco chiede alla grande famiglia del Bambino Gesù: una carezza. Perché la medicina più sicura sia sempre la speranza.

I risultati clinici e i dati positivi rilevati fanno dell’OPBG il più grande policlinico e centro di ricerca pediatrico in Europa. Questi i numeri complessivi presentati in Vaticano: 339 trapianti di organi e tessuti, 9.600 pazienti “rari” diagnosticati e assistiti, 93.120 notti gratuite garantite a 3.700 famiglie e 102 casi umanitari di pazienti stranieri presi in carico.

Nell’ambito dell’attività di ricerca, l’Ospedale ha registrato una crescita continua di tutti i parametri di misura dei risultati scientifici, posizionandosi ai vertici della rete di Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e primo tra gli ospedali pediatrici italiani per livello di Impact Factor, valore che misura il “peso” delle pubblicazioni scientifiche.

Al Bambino Gesù l’IF è più che triplicato negli ultimi 11 anni, passando dai 798 punti del 2005 ai 2.502 del 2016. Nel 2016 sono state realizzate 628 pubblicazioni si riviste scientifiche (+13% rispetto all’anno precedente). 242 sono stati i progetti di ricerca attivi nel corso dell’anno, 423 gli studi clinici e le sperimentazioni di nuovi farmaci e nuove terapie hanno coinvolto oltre 5.300 pazienti. Oltre 750 il numero di medici, biologi e altre figure professionali impegnate nella ricerca scientifica.

Ottimi sono anche i numeri legati all’accoglienza. L’accoglienza delle famiglie che seguono il bambino malato durante il percorso di cura è parte integrante della terapia: sono 200 le stanze messe a disposizione gratuitamente ogni giorno per i familiari dei piccoli pazienti che vengono da fuori Roma, grazie a una rete di solidarietà formata da case famiglia, istituzioni non profit, associazioni di albergatori. Nel 2016 sono state assicurate 93.120 notti a circa 3.700 nuclei famigliari. Per le famiglie straniere che hanno i figli ricoverati sono state attivate 6.500 mediazioni culturali in 43 lingue diverse (+97% rispetto all’anno precedente). Le famiglie seguite dai servizi sociali del Bambino Gesù sono state 2.150. Le associazioni di genitori e di volontariato accreditate sono 122, coinvolte a diverso titolo nella formazione e nella pianificazione dell’attività sanitaria. 28.500 i bambini coinvolti nei progetti ricreativi delle ludoteche; 3.500 gli alunni della “scuola in ospedale”. Grazie alla presenza di insegnanti di ogni ordine e grado, i reparti del Bambino Gesù possono essere considerati un vero Istituto scolastico dove seguire le lezioni e sostenere gli esami di fine anno. 1.000 le visite effettuate con l’unità mobile per l’assistenza sanitaria dei bambini con difficoltà sociali ed economiche delle periferie e dei campi Rom della Capitale, un’esperienza nata in concomitanza con il Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco.

“La bontà di questi dati potrebbe inorgoglirci. Invece, tutti noi li guardiamo innanzitutto con riconoscenza per quanto ci è stato concesso di fare, consapevoli che non è così importante essere i primi o i secondi nei volumi di attività o nella produzione scientifica: è importante sapere che qui si studia, si cura e si condivide la vita in un Ospedale un po’ speciale” conclude la presidente Enoc.

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