Pentecoste. Lo Spirito Santo rianima e libera il mondo

Pentecoste
Foto: Centro Aletti
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Lo Spirito Santo si manifesta con il fuoco ed il vento.

Il fuoco nella Sacra Scrittura è immagine dell’amore che penetra tutto; il fuoco, poi, purifica, riscalda, illumina. Questa ultima caratteristica serve a Gesù per spiegare ai suoi discepoli, e quindi anche a noi, che lo Spirito Santo ha la missione di fare chiarezza sulla persona di Gesù: “Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera…Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Gv. 16.13-14). E’ lo Spirito Santo, dunque, che porta alla comprensione piena della verità insegnata da Cristo e ci fa riconoscere la sua vera identità. 

Lo ricorda l’Apostolo Paolo: Nessuno può dire: Gesù è il Signore, se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Senza lo Spirito, allora, è impossibile la fede, non si riesce a comprendere la Parola di Dio e quindi a gustarla e non è possibile professare la divinità di Cristo.

Nell’Antico Testamento, inoltre, per indicare l’opera dello Spirito Santo si utilizza l’immagine del soffio. Un’immagine che esprime allo stesso tempo delicatezza e forza. Infatti, il vento penetra ovunque e sembra perfino entrare nei corpi inanimati e dar loro vita. Il “vento gagliardo” del giorno di Pentecoste esprime, così, la forza nuova con la quale l’amore di Dio irrompe nella Chiesa, nel mondo e nelle anime.

S. Cirillo d’ Alessandria scrive che l’azione dello Spirito Santo nell’anima è “soave…viene a salvare, a curare…a illuminare”.

C’è una bellissima preghiera della Chiesa che ci fa chiedere allo Spirito Santo: “Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che sviato”. Lo Spirito è lasciato da Gesù per rianimare il mondo che vive nella tristezza a causa del peccato, per liberarlo dalla morte, per offrire la vita di Cristo. 

Uno dei doni che lo Spirito Santo porta con sé è la fortezza. Se permettiamo che lo Spirito Santo prenda possesso della nostra vita la nostra sicurezza non avrà limiti. Dice S. Paolo: “Tutto posso in colui che mi dà forza”. Con l’aiuto dello Spirito  Santo il cristiano si sente capace  delle azioni più difficili e di affrontare le prove più dure per amore di Dio. L’anima che vive sotto l’influsso di questo dono, non confida nei suoi sforzi, ma particolarmente nei momenti più difficili, sente che il Signore le dice: “Io sono con te”. 

Da ultimo lo Spirito crea la comunione. La Pentecoste vince la confusione e quindi la rissa delle lingue e ricrea l’intesa e l’unità. La Chiesa, insegna il Concilio Vaticano II, è l’estensione agli uomini della comunità d’amore che unisce le Tre Persone divine. Invochiamo con fede: Vieni Spirito Santo!

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