Pietro Parolin apre il Giubileo dei Passionisti nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Il cardinale segretario di Stato ha ricordato ci passa accanto attraverso coloro cui nessuno bada

Alcune immagini della apertura del Giubileo dei Passionisti
Foto: Daniel Ibanez/ Aci Group
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La prima grazia da chiedere durante il Giubileo è “il dono di uno sguardo che non si fermi all’apparenza ma vada al cuore di ogni situazione, per poter riconoscere il Signore che ci passa accanto spesso attraverso l’esistenza umbratile di coloro a cui nessuno bada”.

Lo ha detto ieri il cardinale Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin nella celebrazione che ha aperto il Giubileo dei Passionisti.

Un Giubileo con la mascherina potrebbe apparire dimezzato, paralizzato ma non è così.- ha detto il porporato nella omelia della messa celebrata ai Santi Giovanni e Paolo a Roma-  Per quanto difficile e dolorosa, l’attuale congiuntura può diventare una dimostrazione di come le contrarietà non riescano a rallentare la grazia. Malgrado la pandemia, si è aperta infatti una porta attraverso la quale il Signore farà passare tanta grazia a beneficio di quanti con cuore umile e disponibile la vorranno accogliere. La Congregazione della Passione di Gesù Cristo i Passionisti celebrano i 300 anni della nascita, e ha ricordato Parolin, ancora oggi porta avanti “un’opera generosa e sapiente”. Il cardinale ha aperto una Porta Santa e indossato magnifici paramenti preparati per l’occasione dalle suore contemplative passioniste del Messico.

Durante l’Anno Santo, che si chiuderà il 1° gennaio 2022, “l’attenzione principale deve essere nel mantenere vivo e promuovere il carisma e non l’istituzione – ha detto Parolin-  Non si tratta di autocelebrarsi ma di attingere nuova linfa dalla Vite vera, Gesù, di cui la Congregazione riconosce di essere un tralcio” per trasformarsi “in nuove opportunità per una vita piena e realizzata”.

Il Papa aveva inviato un messaggio per l’occasione in cui ricordava la missione verso “i crocifissi di questa nostra epoca”, e il cardinale ha chiesto che il Giubileo  porti “un nuovo slancio missionario della Congregazione dei Passionisti”  segnato “dal calore della testimonianza di chi ha fatto propria l’esperienza personale dell’amore trasformante di Cristo crocifisso e risorto”.

 

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