Polonia, la missione dei bambini polacchi per il Natale

I bambini polacchi impegnati nell'iniziativa "Canti di Natale Missionari"
Foto: Conferenza Episcopale Polacca
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Si chiama “Canti di Natale missionari”, ed è una proposta delle Pontificie Opere Missionarie per famiglie, comunità parrocchiali e scuole nel periodo di Natale. Funziona così: i bambini polacchi sono “inviati in missione”, casa per casa, eseguendo canti natalizi e raccogliendo offerte da destinare ad altri bambini, in zone più sfortunate del mondo.

Quest’anno, i fondi dei “Canti di Natale missionari” sono stati destinati ai bambini di Rwanda e Burundi, dove è urgente prendersi cura dei bambini che sono rimasti orfani nelle guerre o a causa delle malattie, e in particolare a causa dell’epidemia dell’AIDS. Ma non solo. I bambini disabili subisco rifiuto sociale, e sono costretti a vivere in strada, diventando vittime di traffico di esseri umani, schiavitù, o anche altri crimini come abusi o violenze.

Il vescovo Arthur Mizinski, segreteario generale della Conferenza Episcopale Polacca, ha ringraziato quanti, nelle loro diocesi, incoraggiano i bambini a svolgere questa iniziativa, perché questo aiuta i bambini “a vivere questo tempo Evangelizzando”.

È la 26esima volta che si tiene l’iniziativa dei “Canti di Natale missionari”, ha ricordato Padre Tomasz Atlas, direttore nazionale delle Pontificie Opere Misionarie di Polonia. Lo scorso anno, sono stati raccolti 621 mila euro, somma che è andata a sviluppare 101 progetti per bambini in 9 nazioni nel mondo, e che aveva come target principale i bambini di Siria e Libano.

L’iniziativa dei “Canti di Natale missionari” chiude un anno impegnativo per la Chiesa di Polonia, che ha festeggiato a ottobre 2018 i quaranta anni dall’elezione al soglio pontificio di San Giovanni Paolo II, ma ha anche ospitato a Poznan l’assemblea plenaria annuale del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee.

In più, è stato il centenario della riconquistata indipendenza polacca, e per questo la Chiesa polacca ha celebrato una messa di ringraziamento a Gniezno il 28 – 29 aprile e a Cracovia il 13 maggio, mentre il 3 maggio una grande celebrazione di ringraziamento si è tenuta al santuario di Jasna Gora, con una messa Solenne presieduta dall’arcivescovo Wojciech Polak, primate di Polonia, mentre l’Atto di Ringraziamento e Affidamento alla Divina Provvidenza è stato letto dal Cardinale Kazimierz Nycz, arcivescovo di Varsavia.

Sempre a Varsavia, l’11 novembre, il Cardinale Nycz ha celebrato una messa per celebrare la riconquista dell’indipendenza polacca.

La Chiesa polacca ha anche celebrato il 28 aprile a Cracovia la beatificazione dell’infermiera Hanna Chrzanowska, mentre il 15 agosto si è celebrato il 450esimo anniversario della morte di San Stanislao Kostka, patrono dei giovani, ricorrenza che anche Papa Francesco ha onorato con un messaggio e che la Conferenza Episcopale Polacca ha ricordato tenendo la plenaria a Plock, nella diocesi di San Stanislao.

Altri eventi importanti dell’anno sono stati il Sinodo sui giovani, che ha visto una attiva partecipazione dei vescovi polacchi.

In Polonia si è celebrata anche l’Anno di Padre Pio, giubileo in occasione del centesimo anniversario delle stimmate e del 50esimo anniversario della morte. In questa circostanza, le reliquie di Padre Pio hanno viaggiato fino in Polonia.

Il tema degli abusi sui minori è stato discusso alla 381esima plenaria dei vescovi placchi a Jasna Gora, durante la quale è stata adottata una “Posizione dei Vescovi Polacchi” sul tema, in cui viene richiamata “la determinata opposizione dei vescovi polacchi al peccato e al crimine dell’abuso sui minori”.

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