Quali sono i fiori degli stemmi dei Pontefici nei Giardini Vaticani?

Ce lo racconta Bruno Pedditzi il giardiniere che se ne occupa dal 1993

Il giardiniere al lavoro
Foto: WR
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Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo degli stati del mondo: occupa soltanto 44 ettari. Ma non tutti si rendono conto che i 2/3 di questa superficie sono occupati dai Giardini Vaticani. Qui si trovano i bellissimi giardini all’italiana, il giardino all’inglese detto bosco, i semplici prati. In questo scenario naturale sono state costruite molteplici fontane e si trovano anche le storiche costruzioni come i frammenti della muraglia medievale o la bellissima Casina di Pio IV.

Nei Giardini, tra l’abside della basilica e il Governatorato, si trova un angolo particolare: il grande prato sul pendio del Colle Vaticano dove troneggia lo stemma floreale del Papa regnante. Questo stemma in fiori è l’oggetto della cura particolare dei giardinieri vaticani: dal 1993 si occupa di esso Bruno Pedditzi. All’inizio lo faceva con i colleghi anziani: da loro ha imparato come si cura questo particolarissimo “tappeto” di fiori.

Ogni Papa ha un altro stemma con diverse figure e colori, perciò cambia lo scudo, invece tutta la “cornice” rimane uguale ed è formata dalla mitra collocata tra chiavi decussate d’oro e d’argento, rilegate con un cordone rosso.

Come viene formata la “cornice” dello stemma con la mitra?

La mitra ha una forma complessa ed è fatta da buxus semper virens (varietà pumila) che è sempre potata allo stesso modo. Invece con Euonymus Aureus, cioè evonimo variegato, facciamo la siepe ed anche la chiave d’oro ma per avere questo colore giallastro deve rimanere nana, perciò deve essere sempre potata. Invece la chiave argento è fatta con la pianta Helichrysum: sono piante stagionali, perciò vanno cambiate almeno una volta l’anno per avere questo colore argento. (l’Helychrisum è perenne ma la cambiamo ogni 2 anni perché potandola di continuo si rovina)

Invece come vengono fatti i rossi cordoni che circondano lo stemma?

I cordoni rossi che legano le chiavi e scendono lungo lo scudo sono fatti con la pianta Iresine brillantissima (in estate) e viola cornuta sempre rossa (in inverno).

Da 7 anni sul prato si vede lo stemma di Francesco…

Lo stemma di Papa Francesco ha il fondo blu che abbiamo fatto con le piantine di agerato (Ageratum). E’ una pianta estiva che dura fino all’inizio dell’inverno. Poi tolgo tutto e sostituisco con le piante chiamate cornutelle (le pensée più piccole) che hanno anche il colore celeste. Invece tutti gli elementi dello stemma di Papa Francesco: l’emblema dell’ordine della Compagnia di Gesù, cioè un sole con le lettere IHS, monogramma di Cristo (le lettere sono fatte con Ophiopogon planiscapus), la stella e il fiore di nardo sono fatti da Euonymus pulchella appositamente potato.

Per lei è già il terzo stemma papale che ha fatto in fiori. Come erano i precedenti?

Ogni volta quando viene eletto il nuovo Papa noi aspettiamo il disegno dello stemma con i colori e subito dopo dobbiamo preparare le sagomature e i fondi con i colori. Lo stemma di Giovanni Paolo II era semplice: la grande croce con la lettera “M” sotto sul fondo celeste. 

Invece lo stemma di Benedetto XVI era più difficile perché aveva più elementi: il Moro, l’orso e la conchiglia. Ma piano piano con le piantine scelte appositamente siamo riusciti a formare tutti questi elementi. Dobbiamo utilizzare tanto la “forbiciona” per dare la forma alle piante.

Quando cambierà le piantine dello stemma?

Cambiamo le piantine alle fine della stagione per sostituire certe piante con quelle invernali per mantenere in questo modo i giusti colori dello stemma per tutto l’anno.   

L’intervista in polacco è pubblicata su settimanale “Niedziela” 

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