Quelle dodici stelle simbolo di Maria e dell' Europa

La bandiera europea
Foto: pd
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Esiste una Europa cristiana? O meglio, come si trovano le radici cristiane nella Unione Europea? In un periodi in cui da Bruxelles e Strasburgo arrivano segnali contraddittori, in cui i principi su cui si erano basati i padri fondatori sembrano essere dimenticati, basta guardare alla bandiera europea per comprendere che quelle dodici stelle hanno a che fare con Maria, la Madonna.

E lo si scopre benissimo leggendo il libro di Enzo Romeo “ Salvare l’ Europa. Il mistero delle dodici stelle” edito da AVE.

Il libro del vaticanista non è tanto una storia dell’ Unione europea, ma proprio la storia di quelle stelle d’oro su fondo blu che rappresentano una unità che dovrebbe fondarsi su idee ed ideali piuttosto che su monete e spread.

La storia è quella delle apparizioni di Rue du Bac a Parigi e di Catherine, con quelle dodici stelle che Maria le chiede di imprimere nella “ Medaglia miracolosa”, le stelle della Donna Vestita di Sole dell’ Apocalisse. E poi c’è la storia dell’ ebreo Alphonse Ratisbonne a Roma, toccato proprio dalla “Medaglia”. Siamo negli anni ’40 del 1800. L’ UE è una idea lontana ma già le radici cristiane si incrociano con quelle ebraiche.

Decenni dopo é Padre Massimiliano Kolbe che incrocia il suo destino con quello dell’ Immacolata, che lo porta a morire in un campo di sterminio dopo aver fondato la Milizia dell’ Immacolata.

Ma non basta, ad incrociare quelle dodici stelle è anche lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry che nel suo girovagare arriva a Rue de Bac e inizia una storia che lo porta proprio a pensare a Maria e all’ Europa unita come unica strada per redimere l’uomo dalla sete di guerra.

Finisce la II Guerra Mondiale e, scrive Romeo “Il filo invisibile dell’Immacolata, che avevamo lasciato nelle oscure celle di Auschwitz, tra le brughiere della Polonia meridionale, ricompare sotto il cielo d’Alsazia, ai piedi dei Vosgi, nella più piccola delle regioni francesi”.

La storia della bandiera è difficile, inizia subito nel 1950, tra prove e bozzetti, discussioni sui simboli e colori. Ma arriva un protagonista, Paul Michel Gabriel Lévy. Sarà lui a coordinare i lavori per arrivare alla decisione finale. E la sua è una storia da romanzo. Come da romanzo è la storia che porta proprio a dodici il numero delle stelle sulla bandiera europea, perchè “dodici è il simbolo della perfezione e dell’integrità, come dovrebbe essere l’unione dei nostri popoli”.

scrive Lévy.

Ma le coincidenze provvidenziali, gli incroci della storia e delle storie non si fermano alla bandiera, che davvero è tutta mariana. Maria è anche patrona dell’ Europa anche grazie ad altri eventi che Romeo racconta con lo stile del racconto agiografico, fino a qual mezzogiorno del 29 marzo 1986 quando la bandiera europea è issata a Bruxelles davanti a palazzo Berlaymont, il quartier generale della Commissione, al suono della Nona Sinfonia di Beethoven. 

Un capitolo intero l’autore lo dedica alla radici cristiane dell’ Europa tanto care a San Giovanni Paolo II e alle immagini che raccontano la storia di questa incredibile bandiera.

Preziosa la seconda parte del volumetto che raccoglie i tesi dei Pontefici sulla necessaria unità dell’ Europa. A cominciare da Pio XII con il suo discorso pronunciato in Vaticano l’11 novembre 1948 ai delegati del Congresso internazionale per la nascita dell’Unione Federale Europea.

E la preghiera di Giovanni Paolo II a Maria perché vegli sull’ Europa sembra oggi quanto mai attuale, con lo sguardo a quella inattesa bandiera mariana:

“Mostrati Madre della speranza e veglia su di noi!

Veglia sulla Chiesa in Europa:

sia essa trasparente al Vangelo;

sia autentico luogo di comunione;

viva la sua missione

di annunciare, celebrare e servire

il Vangelo della speranza

per la pace e la gioia di tutti.”

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