Raccontare e sostenere il volto migliore dell’Europa

Copertina Volume
Foto: Fondazione Migrantes
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Una bella storia di ospitalità e di integrazione, che non riguarda solo il governo centrale del nostro Paese, o poche grandi strutture d’accoglienza. Si è mobilitata l’Italia intera: comuni, comunità, famiglie, che hanno accettato di condividere parte delle loro vite con chi fugge da guerra e persecuzione. Un esempio di responsabilità preziosa per tutta l’Europa, che è utile raccontare e sostenere. E’ ciò che viene raccolto e raccontato nel volume che presenta il “Terzo Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016” presentato la scorsa settimana a Roma presso la sede di Anci e realizzato da ANCI, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e dal Servizio Centrale dello SPRAR, in collaborazione con UNHCR.

Questi più o meno i numeri che ci restituisce il Terzo Rapporto: “Si così contati, nel 2015, oltre 65 milioni migranti forzati nel mondo, di cui 21,3 milioni di rifugiati, 40,8 milioni di sfollati interni e 3,2 milioni di richiedenti asilo. Si trovano in regioni in via di sviluppo i Paesi che accolgono il maggior numero di rifugiati a livello mondiale. La Turchia si conferma il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati con 2,5 milioni di persone accolte, rispetto agli 1,6 milioni dello scorso anno. In Europa, nel 2015, sono state presentate 1.393.350 domande di protezione internazionale: un valore più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. La Germania, con 476.620 domande presentate (pari al 36% delle istanze in UE) si conferma il primo paese per richieste di protezione internazionale, seguita da Ungheria, Svezia, Austria e Italia. Questi primi cinque paesi raccolgono il 74,8% delle domande presentate nell’Unione Europea”.

Alla fine di ottobre 2016 si contano 4.899 persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa, di queste 3.654 nel Mar Mediterraneo.  Ma le nostre navi - cosi si legge ancora nel volume - hanno salvato più di 400mila vite umane in meno di due anni. Ed è un impegno imponente, capillare. Il Fondo europeo per i richiedenti asilo e le migrazioni ha investito 83 milioni di euro solo nel 2016 per sostenere l’impegno del governo italiano e il sistema di accoglienza diffusa messo in campo dagli enti locali.

Anche i numeri dei profughi in fuga dalla Siria o dai conflitti africani che emergono dal rapporto possono sembrare enormi. “Ma sono numeri – si legge ancora nell’Introduzione del Terzo Rapporto - che possiamo gestire, se è un continente intero, solidale, a mobilitarsi – una città alla volta, una vita alla volta”. Lo ha ricordato Papa Francesco: accogliere vuol dire integrare, vuol dire riconoscere che non parliamo di numeri ma di persone, ognuna con un volto, un nome, una storia, un futuro da costruire.

“Il sostegno ai Comuni che accolgono e, attraverso di loro, alle persone in fuga da guerre e violazioni dei diritti umani caratterizza l’impegno di Anci che, attraverso la rete dello Sprar, punta all’accoglienza diffusa e sostenibile sul territorio, soprattutto grazie alla collaborazione e al pieno coinvolgimento degli attori locali” ha dichiarato il segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra in apertura dei lavori di presentazione del volume. “Il nostro obiettivo è concorrere ad organizzare un sistema di accoglienza ed integrazione stabile che superi la gestione emergenziale e dia risposte al disagio di molte comunità, eliminando gli addensamenti e assicurando controllo”.

“In questa direzione – ha proseguito Nicotra - per supportare i Comuni che volontariamente scelgono di aderire alla rete abbiamo proposto, tra gli emendamenti alla Legge di bilancio, la possibilità di non calcolare le spese per il personale impegnato nei progetti Sprar ai fini della valutazione dei tetti di spesa e di assunzioni di personale. Voglio ricordare anche il superamento del limite dei 45 euro al giorno per i progetti SPRAR a favore dei MSNA. Si tratta di un altro tassello importante che speriamo possa permettere di estendere la rete a beneficio di tutti”.

Monsignor Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, ha presentato i dati del Rapporto sulla protezione internazionale 2016, evidenziando numeri e aspetti nuovi delle migrazioni forzate a livello nazionale, europeo, internazionale. Commentando i dati ha sottolineato come purtroppo sia evidente la crescita del numero delle accoglienze in strutture precarie e straordinarie (oltre il 300% in tre anni), mentre il numero delle persone richiedenti asilo e rifugiati negli SPRAR è aumentata solo del 20%: dati che chiedono di continuare un impegno di accoglienza diffusa e organica sul territorio nazionale, a tutela di un diritto fondamentale, quale è l’asilo. Anche la situazione dei minori non accompagnati, quasi raddoppiati nel 2016 rispetto al 2015 – ha proseguito Monsignor Perego - vede ancora un’accoglienza in strutture straordinarie (12.000 su 14.000), inoltre concentrata sia nelle strutture straordinarie che negli SPRAR per i minori soprattutto in Sicilia  (ad esempio, 10 volte più che in Veneto e 5 volte più che in Lombardia) e in Calabria, con la crescita anche del numero degli irreperibili (almeno 8.000 nel 2016): un tema che chiede urgentemente  l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della legge Zampa-Pollastrini.

“I numeri presentati nel volume - ha sottolineato il delegato Anci all’immigrazione Matteo Biffoni – evidenziano quanto sia sempre più urgente l’attuazione un sistema di accoglienza organizzato, sostenibile e radicato sul territorio, per rispondere in modo efficace e proporzionato alla crescita della domanda di protezione internazionale nel nostro Paese”.

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