Reggio Calabria: le detenute del carcere San Pietro cuciono mascherine

Le detenute calabresi cuciono mascherine per l'Amministrazione Penitenziaria

Mascherine utilizzate per il Covid19
Foto: Daniel Ibanez / ACI group
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Le detenute del carcere “S. Pietro” di Reggio Calabria, con il progetto Ricuciamo, si impegna per la società, e lo fa realizzando, nel laboratorio di sartoria, le mascherine in tessuto non tessuto destinate ad uso interno dell’Amministrazione Penitenziaria.

Agostino Siviglia, garante dei detenuti della Calabria racconta il progetto: "Le detenute del carcere reggino, ormai in possesso di una professionalità da valorizzare, riescono a realizzare 250 mascherine al giorno. Considerando che negli istituti penitenziari della Calabria ci sono più di 2.000 detenuti, l’obiettivo è quello di fare fronte anzitutto alle esigenze interne. Man mano le mascherine potrebbero essere anche esternalizzate”.

"Vogliamo costruire – si legge ancora in una nota di Area Democratica per la Giustizia di Reggio Calabria – una società più solidale e giusta, e pensiamo di doverlo fare partendo dal carcere, crocevia della sofferenza umana e simbolo del riscatto cui tutti, individualmente e collettivamente, aneliamo oggi più che mai".
In conformità alle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sarà avviata nei prossimi giorni anche presso l’altra sezione femminile presente in Calabria, presso il carcere di Castrovillari.

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