Riforme vaticane, tutto è ancora da discutere

Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, durante un briefing
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Mentre la Segreteria per la Comunicazione rende noti i capi di due dei tre dipartimenti da cui verrà costituita, il Consiglio dei Cardinali conclude la sua tredicesima riunione mettendo nelle mani nel Santo Padre il fascicolo aggiornato dei due nuovi dicasteri che dovrebbero andarsi a formare, inglobando almeno cinque degli attuali pontifici consigli per una struttura che si preannuncia formalmente più snella.

I tre dipartimenti della Segreteria della Comunicazione saranno quello Teologico-Pastorale, quello della Direzione Tecnologica e quello editoriale, che dovrebbe portare ad una “radio-tv” vaticana, accorpando così Radio Vaticana e Centro Televisivo vaticano.

Per quanto riguarda il dipartimento “teologico-pastorale” (che dovrebbe andare a prendere le funzioni del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali) direttore è stato nominato Natasa Govekar, che insegna presso l’atelier di Teologia “Card. T. Spidlik” del Centro Aletti di Roma. Slovena, classe 1975, si è laureata presso la Pontificia Università Gregoriana con una tesi sulla comunicazione della fede attraverso le immagini. È forse il segnale che la diffusione delle immagini diventeranno sempre più il cuore dell’attività del nuovo dicastero guidato da mons. Dario Edoardo Viganò? Di fatto, è comunque una novità che una donna venga chiamata a presiedere un dipartimento di tipo teologico-pastorale, considerando che sono proprio i pastori quelli chiamati a mettere in pratica le direzioni pastorali.

A capo della Direzione Tecnologica – che sarà incarica di centralizzare in un'unica piattaforma tecnologica tutti i dipartimenti media vaticani, per una sempre maggiore razionalizzazione – è stato chiamato Francesco Masci, che fino ad ora ha fatto da responsabile dell’Area Tecnica del Servizio Internet vaticano.

Si attende ora la nomina del responsabile del dipartimento editoriale, che sarà probabilmente incaricato di creare una “newsroom” centrale da cui gestire le informazioni che andranno su Radio Vaticana, l’Osservatore Romano, il Centro Televisivo Vaticano e il portale ufficiale news.va. Possibile che la nomina avvenga in un paio di settimane, contestualmente con altri cambi nel settore dei media vaticani.

Tutta da definire, invece, la riforma della Curia, ancora in discussione. Al Consiglio dei Cardinali – che si è tenuto l’8 e metà della giornata del 9 febbraio – hanno partecipato tutti i membri, tranne il Cardinale indiano Oswald Gracias, trattenuto da una piccola operazione chirurgica.

Molto spazio, nelle discussioni, è stato dato al tema della Sinodalità, così come lo aveva sviluppato Papa Francesco nel suo discorso del 17 ottobre in occasione del 50esimo anniversario del Sinodo dei vescovi. Come la sinodalità può essere trasportata in una riforma della Curia?

Intanto, saranno istituti i dicasteri di Laici, Famiglia e Vita, che il Papa ha già annunciato il 22 ottobre scorso, e di Giustizia, Pace e Migrazioni. Il primo dicastero dovrebbe prendere il posto dei Pontifici Consigli per i Laici e per la Famiglia, mentre il secondo accorperà le funzioni dei Pontifici Consigli per i Migranti, per la Giustizia e la Pace e forse di Cor Unum per quanto riguarda l’attività caritativa. Anche questo, però, è tutto da definire. Inizialmente il dicastero si sarebbe dovuto chiamare “Carità, Giustizia e Pace”, e la bozza di costituzione aveva messo la carità come nodo teologico centrale delle attività del nuovo dicastero. Ora si è tornati all’idea di dedicare parte del titolo alle migrazioni, dando così una nuova dignità al tema dei migranti, centrale nel pontificato di Papa Francesco. È stata così cambiata anche la descrizione di funzioni e compiti del costituendo dicastero?

Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, afferma di non avere maggiori dettagli, ma spiega semplicemente che ormai le proposte per la costituzione dei due dicasteri sono state definite, e sono state consegnate al Papa. Ci tiene, padre Lombardi, a specificare che si parla di due “dicasteri”, senza specificare se saranno Congregazioni o Pontifici Consigli o addirittura Segreterie. E in effetti resta da comprendere in che modo la nuova Curia sarà costituita, e con quale nome appellarne gli uffici.

Il Consiglio ha anche ascoltato il Cardinal George Pell sulle riforme introdotte in campo economico, in particolare per quanto riguarda le novità introdotte per le procedure e i bilanci. Ma si è parlato anche di una possibile riforma per la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (ingloberà anche la Congregazione per le Cause dei Santi? O semplicemente lascerà alcune delle sue competenze a decisioni locali?) e della Segreteria di Stato vaticana, che pure negli ultimi tempi, con una serie di lettere papali, ha ripreso con forza il ruolo di coordinamento, almeno finché la transizione delle riforme non sarà completata.

Infine, si è parlato anche del Vademecum che il tribunale della Rota invierà alle diocesi per risolvere le attuazioni della riforma sul processo per la dichiarazione di nullità matrimoniale. “Il vademecum è in via di distribuzione, e i cardinali ne sono stati informati”, spiega padre Lombardi. Servirà, forse, a dirimere i problemi di tipo processuale che i vescovi sono chiamati ad affrontare con il loro nuovo ruolo di giudici.

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