Riparte l'anno accademico dell'Auxilium: al centro "la questione antropologica"

Il campus dell'Auxilium
Foto: Foto ufficiale
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Il rapporto tra “natura e cultura inteso nella forma di una circolarità creativa, in cui la cultura si qualifica come una forma di ‘coltivazione spirituale della natura’”. E “in questo rapporto è fondamentale l’atteggiamento dell’uomo che anziché accontentarsi di schematismi irrigiditi e ostili, che nascono dall’arroccamento, dalla paura, dovrebbe non rinunciare all’infinito, a scavare nella profondità inesauribile del suo vissuto”.

“Da qui l’indicazione di un doppio compito, culturale ed educativo: il rispetto della vita, come dovere primario, e la promozione della persona, come valore ultimo, dove l’impegno è rivolto al miglioramento qualitativo delle condizioni di esercizio della libertà e alla edificazione del bene comune”.

Parte da questi concetti la prolusione che il professor Luigi Alici ha tenuto questa mattina durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico all’Auxilium di Roma.

“La persona tra natura e cultura: differenze e relazioni” è il titolo dell’intervento del già presidente dell’Azione Cattolica Italiana e ordinario di Filosofia morale all’Università di Macerata.

Alla cerimonia ha partecipato anche il Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, il vescovo Nunzio Galantino, che ha preceduto la relazione della Preside Pina Del Core, studiosa salesiana che sarà anche relatrice della sintesi dei lavori per la “via dell’educare” al Convegno Ecclesiale di Firenze. Il suo intervento ha evidenziato “come la Facoltà, in questi ultimi anni, ha messo a fuoco nelle sue iniziative culturali e nella sua proposta formativa la ‘questione antropologica’".

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