Ronse e Sant' Ermete, un accordo tra Belgio e Santa Sede per le catacombe romane

La firma dell'accordo
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“E’ intezione della città di Ronse a partire da oggi  di instaurare un proficuo e duraturo legame con a Santa Sede, al fine di intensificare scambi religiosi e culturali incentrati su Sant’ Ermete”.

Così è scritto nel documento ufficiale firmato ieri nella sede dalla Ambasciata del Belgio presso la Santa Sede alla presenza dei responsabili vaticani delle Catacombe di Roma. Ospite e promotore dell’evento l’ambasciatore il conte John Cornet d’Elzius. 

A firmare il testo il sindaco di Ronse in Belgio Luc Dupont e l’assessore Ignace Michaux che si occupa anche di una delle più belle e tradizioni religiose di Ronse, la Fiertelommegang, la processione annuale durante la quale le reliquie di Sant’ Ermete vengono mostrate per 32 chilometri in un percorso che abbraccia la città.

Un bene che la città di Romse spera di far diventare patrimonio UNESCO.

Il liberto romano Ermete, morto martire nel 120 a Roma venne sepolto nella catacomba che porta il suo nome sulla Salaria, al quartiere Pinciano. Ma il suo culto arrivò in Belgio attraverso le sue reliquie furono donate da Papa Leone IV a Lotario I, il quale le portò a Kornelimünster, vicino ad Aquisgrana. In seguito, nel IX secolo, furono portate a Ronse. Nonostante le incursioni vichinghe nel 940 le reliquie vennero recuperate e finalmente custodite nella chiesa di Sant'Ermete, che fu costruita in seguito al di sopra della cripta, e  consacrata nel 1129. L'economia locale era sostenuta dai pellegrinaggi in onore del santo, noto per le guarigioni dai disturbi mentali.

Oggi la città di Ronse con questo accordo ha donato 10 mila euro per il restauro della catacomba romana, ma sopratutto apre un rapporto speciale della popolazione  e la città di Roma. “ Spero davvero che la processione con le reliquie di Sant’ Ermete sarà accettata dall’ UNESCO- dice il Sindaco Dupont ad Aci Stampa- e spero che il legame con Roma diventi sempre più forte”.

Il contributo della città di Ronse servirà a  restaurare la epigrafe con il nome del santo nella catacomba, così i visitatori della catacombe potranno capire il legame con Ronse.

Da parte vaticana è stato monsignor Pasquale Iacobone della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra a ringraziare l’ambasciatore affermando che “ è interesse comune valorizzare la catacomba facendo si che possa essere il punto di riferimento per visitatori e pellegrini che dal Belgio vengono a Roma. Grazie alla città di Ronse e iniziamo con la ricostruzione della iscrizione damasiana e il il frammento con il nome del santo e altre opere utili per valorizzare al basilica straordinaria e poco conosciuta”.

La collaborazione è frutto di un intenso lavoro di scambi culturali promossi dalla responsabile delle Catacombe di Roma Raffaella Giuliani.

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