Sala Stampa della Santa Sede, Cristiane Murray nominata vicedirettore

Riempita la casella rimasta vacante nell’organigramma della Sala Stampa

Cristiane Murray, nuovo vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede
Foto: Vatican News
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È Cristiane Murray il nuovo vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede. Classe 1962, proveniente dalla redazione di lingua portoghese di Vatican News, lavora a Radio Vaticana dal 1995.

Con la sua nomina, si completa l’organigramma della Sala Stampa della Santa Sede. È della scorsa settimana la notizia della nomina di Matteo Bruni a direttore della Sala Stampa, mentre Alessandro Gisotti, che aveva ricoperto l’interim della direzione dopo le dimissioni di Greg Burke e Paloma Garcia Ovejero lo scorso 31 dicembre, era andato a rafforzare i ranghi della direzione editoriale insieme a Sergio Centofanti come vicedirettore.

La nomina di Murray, che sostiene "di aver accolto l'incarico con emozione" inserisce un elemento di lingua portoghese nella Sala Stampa, cruciale per il prossimo sinodo speciale sulla Regione Panamazzonica, in programma ad ottobre. La nomina risponde anche alla richiesta di Papa Francesco che la vicedirezione sia sempre affidata ad una donna. Murray è, tra l’altro, dal 2018 collaboratore della Segreteria Generale del Sinodo dei vescovi sulla preparazione dell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la Regione Panamazzonica.

Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero della Comunicazione, ha sottolineato che "con la nomina, da parte del Santo Padre, di Cristiane Murray come Vice Direttore della Sala Stampa della Santa Sede si completa la definizione del vertice di una struttura fondamentale del Dicastero per la Comunicazione" e che "la scelta di una donna con le radici in Brasile e lo sguardo aperto sul mondo testimonia la volontà di costruire una squadra che sappia parlare il linguaggio di chi ci ascolta". 

Andrea Tornielli, direttore editoriale, nella sua dichiarazione ci tiene a sottolineare che "ancora una volta viene riconosciuta una professionalità interna ai media vaticani e sono certo che la competenza di Cristiane sarà preziosa per il lavoro della Sala Stampa della Santa Sede". E Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa, si dice "certo che la sua professionalità e l’esperienza maturata negli anni di servizio alla Chiesa e alla Santa Sede saranno estremamente preziose in questo nuovo incarico".

Lo staff della Sala Stampa della Santa Sede include anche Romilda Ferrauto come senior advisor, Suor Bernadette Reis e Raul Cabrera Perez come assistenti del direttore e Thaddues M. Jones come office manager. Tutti provengono da esperienze in Radio Vaticana e nel Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. 

L’organigramma della Sala Stampa era maturato durante l’interim di Alessandro Gisotti, che ha anche lavorato al regolamento della Sala Stampa della Santa Sede.

L’apparato comunicativo vaticano è ora completo: da una parte, c’è una direzione editoriale, che funziona come ufficio comunicazione e gestione dei contenuti, mentre dall’altra una Sala Stampa, una delle quattro direzioni del dicastero, che provvede appunto a distribuire i contenuti e a fornire supporto ai giornalisti accreditati.

Come spiegato da Alessandro Gisotti nel momento dell’annuncio del nuovo direttore, sarà sempre il direttore della Sala Stampa a fare dichiarazioni ufficiali, per esempio, sull’annuncio dei viaggi papali. Ma la gestione dei contenuti editoriali sarà invece compito della direzione editoriale. In questo senso, va notato che già al Sinodo dei vescovi 2018, membro della commissione per l’informazione era il Prefetto del Dicastero della Comunicazione Paolo Ruffini, mentre non vi compariva l’allora direttore della Sala Stampa Greg Burke.

Si completa, così, la grande riforma della comunicazione vaticana, cominciata con il comitato presieduto da Lord Christopher Patten e poi con la successiva commissione di monsignor Dario Edoardo Viganò, che aveva poi preso l’incarico di Prefetto.

Prossimo passo sarà l’unione di tutte le redazioni, inclusa quella dell’Osservatore Romano, in Palazzo Pio, la sede di Radio Vaticana. Al posto dell’Osservatore Romano, all’interno delle mura vaticane, andranno degli uffici amministrativi.

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