San Lorenzo, le stelle cadenti in ricordo del suo martirio

Processione di San Lorenzo alla Basilica a Roma, 2015
Foto: Martha Calderon/ACI group
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San Lorenzo è uno dei santi più amati e più venerati della tradizione cristiana di Roma. Della vita del Santo si sa molto poco. Originario della Spagna e più precisamente di Osca, in Aragona, alle falde dei Pirenei, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro Papa Sisto II. Questi insegnava in quello che era, all'epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziarono quindi un'amicizia e una stima reciproche. In seguito entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.

Ed è qui che inizia la sua storia che si intreccia con uno dei martirii più crudeli, ma anche più famosi. L’impero in crisi, fu minacciato dalla pressione dei popoli germanici e dall’aggressività persiana. Contro i persiani combatte l’imperatore Valeriano, salito al trono nel 253.  Nel 257 l ' imperatore ordinò una persecuzione anti-cristiana. Lorenzo, ormai arcidiacono di papa Sisto II, venne condannato a morte nel 258 come tutti gli altri vescovi e preti di Roma.

Prima del martirio San Lorenzo si affrettò a distribuire ai poveri le offerte di cui era amministratore. Infine comparì davanti al prefetto e gli mostrò la turba dei malati, storpi ed emarginati che lo accompagnava, dicendo: "Ecco, i tesori della Chiesa sono questi".  Fu bruciato sopra una graticola: un supplizio che ispirerà opere d’arte, testi e detti popolari per secoli. Il corpo venne deposto poi a Roma in una tomba sulla via Tiburtina. Su di essa Costantino costruirà una basilica, l’attuale basilica di San Lorenzo Fuori le Mura.

A ricordare questi avvenimenti furono erette, ad esempio a Roma, tre chiese: San Lorenzo in Fonte (luogo della prigionia), San Lorenzo in Panisperna (luogo del martirio) e San Lorenzo al Verano (luogo della sua sepoltura).

La notte di San Lorenzo è dedicata al suo martirio, la tradizione vuole che le stelle che cadono non sono altro che le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui venne ucciso il martire poi volate in cielo.

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