San Luigi dei Francesi a Roma, 500 anni di spiritualità sotto lo sguardo di San Matteo

La vocazione di San Matteo di Caravaggio
Foto: pd
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“A Roma ho sempre abitato in via della Scrofa. Da lì visitavo spesso la chiesa di San Luigi dei Francesi, e lì andavo a contemplare il quadro della vocazione di san Matteo di Caravaggio...Quel dito di Gesù così… verso Matteo. Così sono io. Così mi sento. Come Matteo...È il gesto di Matteo che mi colpisce: afferra i suoi soldi, come a dire: “no, non me! No, questi soldi sono miei!”. Ecco, questo sono io: “un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi”. E questo è quel che ho detto quando mi hanno chiesto se accettavo la mia elezione a Pontefice!”

Per Papa Francesco la chiesa di San Luigi dei Francesi è stata un luogo di ispirazione grazie al pennello di Caravaggio. Lo ha raccontato nel suo colloquio con il confratello Padre Spadaro all’ inizio del pontificato.

E come lui milioni di fedeli e pellegrini in cinquecento anni hanno ritrovato in quella chiesa del barocco romano fede speranza e ispirazione.

Maggio è stato il mese delle celebrazioni  dei cinquecento anni di vita della “ Chiesa dei francesi”. Una mostra allestita nel chiostro della chiesa, attraverso documenti, libri e oggetti liturgici, la mostra ha ricostruito i grandi avvenimenti della storia di Francia dell’ultimo mezzo millennnio. La chiesa sia stata un vero e proprio crocevia della vita intellettuale cattolica e San Luigi è stato centro di preghiera, diplomazia, accoglienza e studio anche grazia alla famosa biblioteca dei monaci. Il barocco di Domenico Fontana e il quadro della Vocazione di san Matteo di Caravaggio rendono la chiesa meta turistica a due passi da Piazza Navona.

Al Centro San Luigi dei Francesi, vero polo culturale francese a Roma, la sfida è quella dell’accoglienza.

La libreria a fianco alla chiesa è solo un aspetto delle tante attività che si svolgono nel centro. Molti gli studenti che si ritrovano a Roma e che a San Luigi si incontrano per pregare e riflettere insieme. Come animatore padre Alexandre Comte che accoglie i giovani con tono familiare.

Più di 2000 persone al giorno passano in chiesa davanti al Caravaggio, e moltissime sono le richieste anche di assistenza spirituale. Il Centro d’Accoglienza è stato creato nel 1975 durante l’Anno Santo su richiesta dei Vescovi francesi per avere un punto di riferimento per i numerosi pellegrini a Roma per l’occasione. Il Rettore della comunità di San Luigi dei Francesi Monsignor Bousquet è sostenuto da una squadra di volontari francofoni e residenti a Roma. Una grande attività è quella della distribuzione dei biglietti per le udienze papali.

Biblioteca, Istituto, e la comunità di sacerdoti, una ventina che lavorano in Curia, che studiano, che curano la parrocchia che lascia sempre più spazio alla vita da santuario di San Luigi.

E dopo l’ Anno Santo della misericordia ogni giovedì una veglia di preghiera propone riflessioni e spiritualità per i francofoni romani e per il pellegrini.

La storia della comunità inizia nel 1478 quando Sisto IV concede ai francesi un vasto terreno vicino Piazza Navona per creare la Confraternita dei Francesi a Roma. La posa della prima pietra della chiesa è nel 1518. Nel 1600 Caravaggio dipinge per la chiesa te quadri: La vocazione di San Matteo, San Matteo e l’ angelo, e il martirio di San Matteo. Preziosi anche gli affreschi della Cappella di Santa Cecilia del Domenichino.

Tra i tanti artisti che sono passati nella chiesa anche Charles Gounod che nel 1841 dirige la Cappella Musicale della chiesa.

Per saperne di più un sito ricco di informazioni 

 

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