San Martino di Tours è il “padre dei poveri”, scrive il Papa

Papa Francesco con i poveri alla Mensa Caritas di Firenze
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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Una lettera per celebrare quello che “può giustamente essere chiamato padre dei poveri”. Lo scrive Papa Francesco al Cardinal Dominik Duka, arcivescovo di Praga ed inviato speciale del Papa alla Solenne Celebrazione Eucaristica del 9 luglio a Szombathely, in Ungheria. L’occasione è il 1700esimo anniversario dalla nascita di San Martino di Tours, nato in quella regione ungherese.

Sarà un anno martiniano pieno di eventi, e ce ne sarà anche uno in Vaticano durante il quale gli ambasciatori in Vaticano presso la Santa Sede potrebbero fare qualcosa di concreto nel servizio dei senzatetto. L’importanza di San Martino è testimoniata dalla lettera di Papa Francesco al Cardinal Dominik Duka.

Secondo il Papa, San Martino “può giustamente essere chiamato padre dei poveri”, perché non ancora cristiano “già si comportava come un candidato al Battesimo per le sue opere di carità: assisteva i tribolati nelle malattie, soccorreva gli sventurati, nutriva i bisognosi, vestiva i nudi, non conservava nulla per sé della paga militare, fuorché quanto servisse al sostentamento quotidiano. Già da allora era un ascoltatore non sordo ai precetti del Vangelo e non si curava del domani” (Sulpicio Severo, Vita S. Martini, 2,8).

Soldato dell’impero romano in Gallia, Martino incontrò alle parte di Amiens un povero nudo che invano pregava le persone di avere pietà di lui: era il IV secolo. Martino ha compassione del povero, divide il suo mantello con la spada, ne dà una parte al povero. Un gesto raffigurato anche in una medaglia che il Papa è solito donare ai capi di Stato, a ricordare la necessità di promuovere i diritti e la dignità dei poveri”.

Dopo quell’episodio, Martino si converte al cristianesimo, e diventa un “instancabile soldato di Cristo”, e vaga per i Paesi europei ad annunciare e testimoniare il Vangelo. Papa Francesco auspica che le celebrazioni dell’Anno Martiniano possano favorire l’evangelizzazione del Continente. Un Continente che – sono le parole di Papa Francesco a “Insieme per l’Europa” – deve decidere se rimanere un museo di valori cristiani o se diventare capace a diffonderli.

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