Santuari italiani e Giubileo della misericordia, una celebrazione comune

Padre Mario Magro
Foto: CNS
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I Santuari sono un parte fondamentale della vita dei cattolici in Italia, ed è anche per questo che un anniversario del Collegamento Nazionale Santuari, Associazione che riunisce i Rettori e gli Operatori dei Santuari italiani circa 100 tra grandi e piccoli, ha una importanza particolare.

Un “Giubileo” che riunisce più anniversari: il 50esimo anniversario dalla fondazione del Collegamento Nazionale Santuari; la 50esima edizione del Convegno Nazionale, fondamentale e rigenerativo momento di incontro e di confronto per l’Associazione che annualmente si svolge in diverse città italiane sedi di santuari; il 50esimo dalla conclusione del Concilio Vaticano II; l’avvio del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco.

“Santuari: Giubileo di una storia, memoria grata, vicina, profetica è il tema del 50esimo Convegno Nazionale che si apre lunedì 23 novembre a Roma, presso la sede del CNS, a via Monte del Gallo.

“In questi cinquant’anni –  spiega Mario Magro Rettore della Basilica Santuario di Sant’Antonio di Messina e Presidente reggente del Collegamento Nazionale Santuari – come Collegamento abbiamo camminato secondo il Magistero e gli eventi importanti della Chiesa che sono seguiti al Concilio Vaticano II. In particolare l’eredità lasciataci dal Concilio, quando parla di una Chiesa Universale, ecumenica, aperta e missionaria. Proprio da qui è partita l’attività del Collegamento Nazionale Santuari che dal Vaticano II prese avvio e ne acquisì lo spirito e le istanze”.

“La scelta di svolgere a Roma il Convegno in questo preciso anniversario – prosegue padre Mario Magro – è scaturita dal fatto che nel giubileo della nostra storia vogliamo confermare la nostra fede accanto alla Cattedra di San Pietro, simbolo dell’autorità del Papa, nostro Pastore e guida, del suo magistero e dell’insegnamento evangelico che, quale successore di Pietro, è chiamato a custodire e trasmettere alla comunità cristiana. Insomma un ritorno alle origini della nostra fede cristiana.

Lo specifico tema scelto – “Santuari: Giubileo di una storia. Memoria grata, vicina, profetica”– cercherà di facilitare il confronto tra i Rettori e tutti gli Operatori che quotidianamente prestano la loro opera nei santuari con il preciso intento di guardare con gratitudine al passato per leggere ciò che è stato attraverso gli occhi della fede e interpretare i segni di questi tempi così particolari, da rispondere con creatività alle necessità della Chiesa. Siamo chiamati a vivere il presente con passione – seguita padre Mario Magro– e la grata memoria del passato ci spinge in attento ascolto di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa, per essere autentici testimoni di Cristo. Auspichiamo per noi rettori dei santuari una vita sacerdotale più semplice, vicina a chi, accanto a noi, necessita di un gesto di amore e di carità, secondo l’invito del Papa. Dobbiamo diventare artefici di una prossimità che si esprima accanto agli altri. Ecco perché nel tema abbiamo inserito la frase “memoria vicina”: per fare tesoro di una Chiesa in uscita, in missione, accanto agli ultimi, che oggi sono i migranti, gli emarginati”.

Operare nel nome della Misericordia, seguendo le indicazioni che vengono da un Papa arrivato dalla “fine del mondo” che ha scelto il nome di Francesco per tracciare, chiara, la via. Questo il compito riservato ai Rettori dei santuari: accogliere e mettere in risalto il Prossimo. I sacerdoti debbono essere guida e pastore per quanti affluiscono al Santuario, in pellegrinaggio, in raccoglimento di fede.

Una sfida non da poco in questo momento storico e sociale tanto delicato in cui la Chiesa ripensa se stessa; così come l’altra sfida da cogliere è quella di ribadire il ruolo della Chiesa in un contesto sociale dominato dalla tecnologia. Webcam, siti internet, social media dirette televisive portano la fede direttamente nelle case: come rafforzare il significato del pellegrinaggio, di una fede vissuta fisicamente con l’accedere al Santuario?

“Il senso del pellegrinaggio oggi, del recarsi materialmente e fisicamente al santuario – precisa padre Mario Magro– non deve venir mai meno, perché dà il senso del nostro camminare verso il Signore, un cammino che è anche fisico. Non si tratta solo di assistere ad un evento, ma di aggiungervi la fatica e quella preghiera fatta con gli altri che aiuta a dimenticare il proprio vissuto di sofferenza diventando fattiva compartecipazione di un dolore condiviso. È ovvio che seguire da casa la celebrazione sacra, per quanti non possano fisicamente essere presenti nel santuario, è giusto; ma non dobbiamo dimenticare questa dimensione fisica dell’andare al Santuario. Ecco perché ancora oggi è tanto sentito il pellegrinaggio verso i santuari, per poter arrivare con una azione di devozione fisica, concreta, che coinvolga il fedele non da solo, ma insieme agli altri. La forza è nello stare insieme, in comunione ecclesiale nel santuario. La Chiesa oggi non può permettersi di vivere una fede solitaria: lo dice il significato stesso della parola “ecclesia” che significa “comunità” di fedeli, quindi di una fede che matura e prende forza insieme agli altri fratelli.”

Tra i momenti più intensi dei cinque giorni di Convegno nazionale, la prolusione del Cardinale Beniamino Stella Prefetto della Congregazione per il Clero, lunedì 23 novembre alle 18; la celebrazione eucaristica sulla tomba di San Pietro presieduta dal Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro martedì 24 novembre alle 8 e la visita alla Cappella Sistina con la guida d’eccezione del Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci  mercoledì 25 novembre.

 

Durante i lavori del Convegno si svolgeranno le elezioni per il Consiglio Direttivo del Collegamento Nazionale dei Santuari per il triennio 2016–2019. A sottolineatura dell’elezione del nuovo Presidente del CNS, seguiranno le relazioni finali sul triennio di mandato del Consiglio di padre Mario Magro Rettore del Santuario di Sant’Antonio di Messina, e di padre Enzo PoianaRettore della Basilica di Sant’Antonio  a Padova.

 

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