Schülerkreis, il giorno dopo

Benedetto XVI e il Ratzinger Schuelerkreis, Campo Santo Teutonico, Città del Vaticano, 30 agosto 2015
Foto: Fondazione Joseph Ratzinger
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Benedetto XVI ha parlato loro della Parola che porta alla purezza, di come purificarsi dal male. E gli antichi studenti di Ratzinger, insieme al circolo di giovani che si è costituito intorno a loro e al Papa emerito a partire dal 2008, lo hanno ascoltato, pensando già alle prossime sfide. Tra queste, un simposio che si terrà il 25 e 26 novembre prossimo, sui grandi discorsi politico-sociali di Benedetto XVI a Berlino, aperto da una relazione dell’Arcivescovo Georg Gaenswein, Prefetto della Casa Pontificia. Padre Stephan Horn, portavoce del Ratzinger Schuelerkreis, fa un piccolo bilancio dell’ultimo incontro di ex studenti del Papa emerito. Partendo dall’omelia che Benedetto XVI ha tenuto nella Messa conclusiva del 30 agosto.

Benedetto XVI ha fatto un elogio della purezza nella sua omelia…

È partito da una omelia di tre anni fa del Cardinal Christoph Schoenborn di Vienna. Il Cardinale in una messa del Schuelerkreis commentò appunto il passo del Vangelo che era poi quello della scorsa domenica. Lui si era chiesto in quel tempo se il male venisse solo dall’interno, e aveva detto che si tratta di due movimenti, uno interno e uno esterno. Il male nasce all’interno, ma il male esterno può entrare al nostro interno. Il Santo Padre poi si domandava, come possiamo trovare la purezza del cuore. Nel Vangelo vedeva la risposta: tra la parola del Signore, assimilandosi a lui stesso che è la parola in persona, imitando i santi.

E come si collega con il tema del Ratzinger Schuelerkreis di quest’anno, “Parlare di Dio oggi?”

Non si collega al tema… perché J. Ratzinger, sin da quando teniamo gli incontri dello Schuelerkreis, ha sempre tenuto l’omelia sul passo del Vangelo della domenica. Non abbiamo mai parlato di altro dell’omelia del Vangelo. E lui, nell’omelia di questa ultima domenica, ha ragionato anche su quale sia l’ultima parola del male di questo Vangelo, tradotta nel lezionario con il termine “stoltezza”. La mancanza di attenzione, la superficialità è un vero male.

Mons. Halik, durante le sue conferenze, ha parlato del pomeriggio della Chiesa, di una cristianità che vive una siesta. Come avete reagito?

Abbiamo prima di tutto sottolineato che non tutta la Chiesa è colpita da questo, che ci sono diversi livelli di stanchezza, in ogni posto del mondo. Chiaramente, è una buona diagnosi della situazione della Chiesa in Europa. Questa stanchezza non è solo un male, per mons. Halik. Lui ha sottolineato che adesso è il momento di vivere il vero kairos della Chiesa. Perché non ci sono solamente credenti e atei; ci sono tanti non credenti, ma che cercano comunque le cose fundamentali della vita, anzi la fede. Mons. Halik pensa che la sfida di oggi è questa: non ci sono solamente credenti e altri che sono atei.. E dunque si deve essere vicini a quelli che cercano, e questa vicinanza sarà il momento del kairos della Chiesa. La Chiesa deve dunque essere una Chiesa che accompagna quelli che cercano. Quelli che credono devono essere un po’ nella situazione di quelli che cercano.

In generale quali sono state le reazioni? Si pensa che dopo questo pomeriggio c’è il tramonto o c’è di nuovo l’alba?

Monsignor Halik, e penso anche noi speriamo che ci sarà una nuova alba. Come dice il Santo Padre, non sarà una nuova alba che viene subito, con una grande forza e ovunque allo stesso modo. Deve cominciare a crescere piano piano.

Ma stiamo vivendo la profezia di Joseph Ratzinger del 1969, ovvero che la Chiesa non avrebbe saputo più abitare i luoghi costruiti in tempo di prosperità e poi sarebbe rinata quando tutti avrebbero visto di nuovo alla Chiesa quando tutto è crollato?

Io penso che dobbiamo mettere molti semi. Quando diamo una risposta, la dobbiamo dare rispondendo al linguaggio del tempo. È un lavoro duro, ma il momento della raccolta sarà fruttuoso e bello.

Mons. Halik diceva che ha visto nei giovani dello Schuelerkreis lo spirito del giovane Ratzinger…

Sì, … ma anche noi più anziani che abbiamo goduto per anni della presenza del Professor Ratzinger, abbiamo preso qualcosa da lui.

Avete già pensato i temi dell’anno prossimo…

Abbiamo naturalmente pensato ad alcuni temi, un tema forse di antropologia, o un incontro con ortodossi sarebbe anche possibile…

 

 

 

 

 

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