Sergio Mattarella, un cristiano al Quirinale

Sergio Mattarella, nuovo presidente della Repubblica italiano
Foto: Presidenza della Repubblica
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Un cristiano al Quirinale. Sergio Mattarella, una carriera politica in punta di piedi che lo ha portato fino ad essere ministro della Difesa, è stato eletto Capo dello Stato con una maggioranza molto ampia, e padre Bartolomeo Sorge, ex direttore di Civiltà Cattolica, vede in lui la legittimazione di quell’applicazione della Dottrina Sociale della Chiesa di cui lui stesso fu promotore, ad inizio degli anni Ottanta, in Sicilia.

“E’ il premio ad una impostazione di Dottrina Sociale che è stata anche reiterata  dall’insegnamento di Papa Francesco,” ha spiegato padre Sorge. Che era stato inviato a Palermo, al centro Arrupe, all’inizio degli Anni Ottanta, quando Sergio Mattarella era appena entrato in politica. Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia, era stato appena assassinato, e Sergio – che aveva una carriera di professore universitario – fu chiamato a prenderne il testimone.

Lo fece all’interno dell’ala sinistra della Democrazia Cristiana, Mattarella fu uno dei protagonisti della cosiddetta “Primavera di Palermo”. “Fu lui che spiegò, con calma, ai vertici della Democrazia Cristiana che in Sicilia non poteva funzionare l’alleanza con il Partito Socialista, che era quella decisa in quel momento in tutta Italia. Fu lui che lavorò per quell’alleanza anomala con il Partito Comunista che portò all’elezione di Leoluca Orlando sindaco e avviò la Primavera di Palermo,” racconta Padre Sorge.

Secondo Padre Sorge, “Mattarella ha molte cose in comune con Papa Francesco, perlomeno in termini dei contenuti della loro azione politica. Ci sono ben dieci paragrafi dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco dedicati alla buona politica, paragrafi che non stati tenuti in così grande considerazione.”

“In maniera inconsapevole, Papa Francesco rende attuali l’intuizione di don Sturzo, fondatore della Democrazia Cristiana, di non rivolgersi ai cattolici, ma a credenti e non credenti, spiegando loro quali sono i fondamenti della buona politica, che sono poi i fondamenti del pensiero di Sturzo rivisti e aggiornati”.

Membro di Azione Cattolica, partecipante all’ala sinistra della Grande Balena Bianca (la Democrazia Cristiana, che includeva correnti di diversissime sensibilità), la carriera politica di Sergio Mattarella comincia come detto con l’assassinio del fratello, il 6 gennaio 1980.

Mattarella stringe rapporti con il Cardinal Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Palermo di allora e considerato simbolo dell’attivismo anti-Mafia, ma anche con il centro “Pedro Arrupe” dei Gesuiti, dove lavorano i padri Ennio Pintacuda e Bartolomeo Sorge. Fu con loro che pensò al modello che portò alla Primavera di Palermo.

Da membro del Parlamento, Mattarella è stato tre volte ministro (per la Difesa, per l’Educazione e per i Rapporti con il Parlamento) e vicepresidente del Consiglio. In quel caso, i suoi contatti erano soprattutto con monsignor Achille Silvestrini, al tempo sostituto alla Segreteria di Stato e oggi anzianissimo cardinale e prefetto emerito della Congregazione delle Chiese Orientali. Era Silvestrini che teneva tutti i contatti con gli uomini politici italiani, specialmente nel tempo del processo di revisione del Concordato.

Dopo il crollo della Dc, Mattarella rimase al centrosinistra, e fu ministro del primo governo italiano guidato da un esponente dell’ex partito comunista. Ironia della sorte, ora va a succedere al primo presidente della Repubblica Italiana proveniente dai ranghi dell’ex Partito Comunista.

Il suo profilo è quello di un fedele servitore dello Stato, esperto giuridico. Non prenderà posizioni ideologico – morali quando sarà chiamato a firmare leggi anche controverse, ma guardare più probabilmente alla cornice giuridica.

“Più che un leader, è un persuasore occulto,” sostiene Padre Sorge. Per il quale Mattarella è chiamato a “concludere la transizione verso una democrazia bipolare e moderna che fu pensata da Aldo Moro. Questi fu fermato dalle Brigate Rosse. E forse non è per caso che Mattarella viene eletto presidente nell’anno in cui si apre il processo di beatificazione del grande statista assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978.” 

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