Sindone, un pellegrinaggio che continua. Nosiglia: "Famiglie protagoniste"

Incontro con i religiosi per l'Ostensione della Sindone
Foto: sindone.org
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Di ieri sera l’incontro alla Sindone con gli sportivi. Ed è solo l’ultimo dei tanti programmati in questo tempo di ostensione, che si concluderà tra poco più di un mese, il 24 giugno. Interi settori della società civile e singole personalità, si stanno recando a Torino per venerare il telo sacro, che secondo la tradizione ha avvolto il corpo del Cristo dopo la sua passione.

Proprio il sacrificio e l’impegno nello sport, sino “alla contemplazione dell’Amore più grande” è stato il messaggio dell’incontro con i circa 800 atleti, calciatori, pallavolisti, sciatori, appassionati di arti marziali e di basket, chiamati a raccolta dall’Ufficio per la pastorale dello sport della diocesi piemontese.

I partecipanti si sono preparati all’incontro con Papa Francesco del 21 giugno, quando gli sportivi si uniranno ai più ampi gruppi di giovani che gremiranno piazza Vittorio. “Emblema di sofferenza, ma anche di riscatto, la Sindone diventa per gli sportivi cattolici un’occasione per ribadire i valori della solidarietà e del dono di sé, nel rifiuto dei protagonismi e della competizione fine a se stessa”, spiegano gli organizzatori dell’ostensione.

Qualche giorno fa è toccato ai religiosi, che nella serata del 6 maggio, su invito del Vicariato per la vita consacrata si sono incontrati per una veglia di riflessione e di preghiera in Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia.

Lo stesso vescovo, durante la festa liturgica, nella sua omelia, aveva parlato dell’ostensione come di un evento per le famiglie, che “sono in questo momento le vere protagoniste della ostensione insieme a tanti ragazzi e tanti giovani che restano come affascinati dall'impatto del sacro Telo, per molti, una esperienza per molti totalmente nuova”.

“Nel silenzio che si crea davanti alla Sindone – ha detto Nosiglia lo scorso 4 maggio - è bello vedere le braccia dei genitori e nonni che si alzano per mostrare ai loro figli e nipoti i particolari dell'immagine, mentre sussurrano alle orecchie nel silenzio preghiere e dolci parole a chi ascolta con attenzione. Avevo avvertito che non si doveva allontanare i bambini anche piccoli dalla Sindone e i genitori e nonni hanno accolto l'invito, sorpresi anche loro per come i piccoli reagiscono a questa forte esperienza. Sembra quasi che la Sindone li attragga in modo misterioso ma bello confermando l'invito di Gesù: "lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite perché chi è come loro avrà in premio il Regno dei cieli"”.

Il 28 aprile era toccato al “mondo del lavoro” accostarsi alla Sindone. In quell’occasione Nosiglia ha chiesto un nuovo patto di fraternità: “Il patto intergenerazionale – ha detto - non va attivato per dare banalmente ai giovani quello che spetta agli anziani. Quello di cui c'è bisogno è di identificare il contenuto del patto (tutele e diritti che sono dei privilegi per alcuni e delle chimere per altri), assumendo come categoria fondamentale la solidarietà. La soluzione si trova all'interno di una logica di scambio e non di mero passaggio "dal vecchio al giovane"”. 

“È tempo dunque – ha spiegato Nosiglia - di riannodare una solidarietà intergenerazionale che recuperi la fiducia dei giovani, che oggi vedono negli adulti un mondo chiuso a riccio che difende le proprie posizioni, senza dare loro opportunità concrete di farsi attori protagonisti”.

Tra le personalità che si sono accostate al Telo Sacro, i genitori di Chiara Luce Badano, Maria Teresa e Ruggero Badano. “La nostra è un’avventura divina – ha evidenziato la madre della Beata – Chiara testimoniava la gioia e la felicità attraverso la sua sofferenza, era felice di offrire la sua vita al Signore Gesù. L’Amore più grande per Chiara – ha sottolineato - era stare con Gesù; ci ha insegnato che più si soffre più grandi sono le meraviglie della vita”.

L'Ostensione è anche l'occasione per raduni di studiosi. "La Sindone a corte. Storia, pratiche, immagini d’una reliquia dinastica" è stato il tema del Convegno internazionale che tra lunedì 5 e mercoledì 7 maggio ha tenuto impegnati 20 studiosi provenienti da Italia, Spagna, Francia e Germania alla Reggia di Venaria.

Nato dalla sinergia fra l’Università di Torino e il Centro studi della Reggia di Venaria, il convegno ha colto l’occasione dell’Ostensione della Sindone per dare sistematicità a una serie di studi che durano da anni.

"Adottando un approccio marcatamente interdisciplinare  e avvalendosi di diverse esperienze europee - hanno spiegato gli organizzatori -, si è posto l’obbiettivo di fornire una seria opportunità di approfondimento storico e critico sul rapporto tra i Savoia e la Sindone, giunta in possesso della dinastia alla metà del Quattrocento. Da quel momento fra questa reliquia della Passione (una delle più insigni nell’Europa di età medioevale e moderna) e i Savoia si andò consolidando un legame strettissimo, destinato a durare fino a Umberto II".

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