Sotto la croce, davanti al sepolcro non siamo mai soli, Gesù ci sostiene con l'Eucarestia

Don Emanuele Albanese ha celebrato la messa della Domenica delle Palme al Divino Amore

Don Emanuele Albanese
Foto: Vatican Media
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Non commettiamo l’errore di pensare che sia una cosa del passato e commuoverci e basta come se fossimo semplici spettatori, quello che abbiamo ascoltato è la nostra vita

Lo ha detto don Emanuele Albanese direttore dell’ufficio matrimoni della Diocesi di Roma, che ha celebrato questa sera la messa della Diocesi di Roma al Santuario del Divino Amore.

Il sacerdote ha ripercorso i caratteri dei veri personaggi del passo del Vangelo. Nel Vangelo ci siamo tutti e ora possiamo con Lui andare sulla croce e poi risorgere.

É importante che lo Spirito Santo ci facci capire il nostro posto nel racconto evangelico, come Simone di Cirene, Maria di Magdala e san Pietro.

Non siamo soli con la croce o davanti al sepolcro, ha detto don Emanuele Albanese. Ma tutto si apre con l’Eucarestia, perché da soli non possiamo nulla.

Non si può seguire Gesù senza avere la forza dell’Eucarestia. E Gesù ha pensato che proprio perché lasciava i discepoli fisicamente lasciava l’ Eucarestia per far si che fosse dentro di loro. Così i discepoli erano sostenuti dall’Eucarestia.

Nel momento in cui si celebra l’ Eucarestia, il Cielo scende sulla terra e noi siamo in comunione con le cose sante del Cielo. Gesù ti da l’Eucarestia e puoi chiedere l’intercessione di Simone di Cirene per avere le stesse grazie che ha avuto lui.

Abbiamo l’aiuto dei Santi che ci accompagnano.

Siamo destinato a bere il calice della gioia insieme a Cristo e a Pasqua ci farà vedere la gioìa della resurrezione e la nostra vita è nelle mani di Dio.

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