Sud Sudan, povertà, sviluppo: l'ecumenismo della carità di Caritas e World Service

Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis, incontra Maria Immonen, direttore del World Service, nella sede della Lutheran World Federation di Ginevra, 4 aprile 2019
Foto: Lutheran World Federation
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Tre anni fa, Caritas Internationalis e il World Service della Lutheran World Federation firmarono a Lund una dichiarazione di intenti nell’ambito della giornata di commemorazione della Riforma cui partecipò anche Papa Francesco. Lo scorso 4 aprile, l’impegno di quella dichiarazione è stato riaffermato, proseguendo quello che si potrebbe definire un “ecumenismo della carità”.

Papa Francesco, infatti, ha sempre promosso un ecumenismo pratico, partendo dalle cose che si possono fare insieme più che dai dibattiti teologici. Un ecumenismo riassunto nel motto della sua visita alla sede del Consiglio Mondiale delle Cheise a Ginevra del 21 giugno, “Camminare, pregare, lavorare insieme”.

Era il modello seguito anche a Lund, in una commemorazione in quattro parti che aveva visto prima una dichiarazione di Papa Francesco e del vescovo luterano Yunan, presidente della Lutheran World Federation, per muoversi dal conflitto e dalla comunione, e quindi l’evento “Insieme nella speranza”, durante il quale le due grandi organizzazioni per la carità di cattolici e luterani, Caritas e World Service, avevano firmato una dichiarazione di intenti in cui venivano definite aree di cooperazione e scopo e strumenti della collaborazione.

Lo scorso 4 aprile, una delegazione di Caritas Internatonalis guidata dal segretario generale Michel Roy è stata in visita a Ginevra nella sede della Lutheran World Federation. Si è discusso della cooperazione in Colombia e Nepal, di una possibile risposta coordinata ai danni provocati dal ciclone Idai nell’Africa Meridionale, che ha colpito Mozambico, Zimbabwe e Malawi, e del sostegno alle vittime del conflitto del Sud Sudan.

Maria Immonen, direttore del World Service, ha sottolineato che “l’accordo con Caritas Internationalis ha un processo specifico e speciale”, e Roy ha osservato che la dichiarazione di intenti va a sviluppare l’azione diaconale congiunta contenuta nella dichiarazione “dai conflitti alla comunione”.

L’obiettivo è non solo di migliorare la cooperazione nel rispondere alle emergenze, ma anche nell’elaborazione di progetti di recupero più a lungo termine.

Tra le cooperazioni che saranno rafforzate, quella sul Sud Sudan. Già succede, in qualche modo, dato che la Caritas locale opera attraverso il Consiglio delle Chiese del Sud Sudan.

Ha sottolineato Immonen: “Non ci sono differenze dottrinali sul perché lavoriamo per servire il prossimo”.

La collaborazione, insomma, sarà rafforzata. Portando avanti quell’ecumenismo della carità che Papa Francesco sostiene.

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