Un archivio che racconta la Chiesa attraverso i sacramenti

La porta dell' Archivio della Penitenzieria Apostolico al Palazzo della Cancelleria
Foto: AA
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La Penitenzieria Apostolica nei secoli è stata un centro di carità, con l’ Ospizio per i Poveri a San Michele a Ripa, con le elemosine del Penitenziere e perfino con il mantenimento dei penitenti agli esercizi spirituali.

Di questo e molto altro si è parlato ieri, martedì 22 novembre, nella sede della Penitenzieria Apostolica al Palazzo della Cancelleria. Una giornata di studio dedicata ad un archivio che racconta la storia della Chiesa attraverso la storia della vita sacramentale del Popolo di Dio.

Si scopre ad esempio che nel medioevo molti arrivavano in cerca di una grazia, una dispensa, una assoluzione alla Sede Apostolica, e si formò così una corporazione di uomini in grado di capire la struttura della Curia. In Penitenzieria ne erano accreditati 24. Nel ‘500 potevano essere considerati come oggi i grandi uffici internazionali di giuristi.

Oppure si ritrovano pagine di storie diocesane con le richiese di dispensa per i matrimoni, e magari si possono rileggere le suppliche originali arrivate in Penitenzieria tra il 1469 e il 156, circa 1742.

E ci sono storie di singoli penitenzieri, cardinali come Giulio Antonio Santori, papabile in ben quattro conclavi.

E la storia della Penitenzieria prosegue nel ‘600 e poi nei secoli più moderni come l‘800 quando la figura del Penitenziere maggiore è coinvolta in dinamiche e decisioni che riguardano le grandi questioni dell’epoca, ma il tribunale sembra attento più alle questioni locali.

La giornata di studio è stata anche la occasione per presentare la digitilazzione dell’archivio e le modalità di accoglienza degli studiosi oltre alla inventariazione informatica della documentazione.

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