Un archivio digitale per il Cardinal Martini

Carlo Maria Martini nel 2010
Foto: Wikicommons
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Sarà presentato il prossimo 26 giugno presso la Fondazione Culturale San Fedele a Milano il grande progetto di archiviazione e digitalizzazione degli scritti e dei pensieri del Cardinal Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, ma soprattutto teologo e biblista, noto per le sue aperture incessanti al dialogo e anche per i suoi libri di esercizi spirituali.

La Fondazione Carlo Maria Martini, che custodisce archivio e memoria del principe della Chiesa scomparso nel 2012, ha avviato il progetto in collaborazione con la Fondazione Unipolis. Si legge nel comunicato della Fondazione Carlo Maria Martini che “attraverso una sistematica ricerca delle fonti e con l'utilizzo delle più moderne tecnologie informatiche sarà possibile costruire un archivio digitale e rendere disponibili on line una grande quantità di documenti conservati in luoghi diversi: testi, video, audio, immagini che costituiscono la memoria e l'eredità del Cardinale Martini.”

L’archivio avrà anche una sezione di testimonianze di personalità della cultura, della comunità ecclesiale, delle istituzioni, della società civile, di amici e collaboratori, che hanno condiviso con Martini un tratto di strada.

Il compito più difficile è mettere insieme e catalogare i documenti prodotti dal Cardinale. Ci sono gli scritti, gli appunti, i quaderni, le agende, le corrispondenze, i documenti pastorali, le omelie, i discorsi ufficiali, le conferenze, gli esercizi spirituali, e i libri, oltre 400, in edizioni italiane e straniere.

Recentemente la Fondazione ha composto, in un versione quasi definitiva, la Bibliografia degli scritti, delle opere e degli articoli di Martini apparsi su diverse testate nazionali e riviste specializzate. Dal 1959 al 2014 è possibile così contare 935 titoli, pubblicati da 166 editori italiani.

Accanto a questa documentazione ci sono le raccolte fotografiche, i video e i documenti digitali, a testimonianza di un patrimonio documentale che, nella sua costituzione, riflette anche il passaggio dall’epoca analogica all’epoca digitale.

Le carte Martini sono costituite da più nuclei, che sono conservati in luoghi diversi in relazione alle istituzioni nel cui ambito si è svolta l’azione del Cardinale e alla dimensione personale della sua vicenda: i documenti familiari si trovano nell’archivio della famiglia Martini a Torino, i documenti che erano a Gerusalemme e presso la comunità di Gallarate sono stati acquisiti e sono oggi conservati dalla Fondazione Martini, i documenti del ventennale incarico pastorale di Arcivescovo di Milano sono parte dell’archivio diocesano e della Curia milanese.

Secondo la Fondazione Martini, “la documentazione di Martini conferma che l’archivio è stato per il Cardinale uno strumento interamente al servizio della missione ecumenica e pastorale e dei suoi studi. Per questo motivo,oggi, il patrimonio documentario non è solo memoria del passato, ma offre materiali di conoscenza e di riflessione su temi di perenne attualità: la custodia del creato, il rispetto della dignità della persona umana e dei suoi diritti, i valori della pace e della giustizia, l’importanza del dialogo interreligioso e tra credenti e non credenti,l’impegno a contrastare la povertà e le diseguaglianze per offrire alle generazioni più giovani parità di opportunità, indipendentemente dal luogo e dalle condizioni nelle quali si è nati, il valore della formazione e della cultura,i modi con le quali si deve imparare a vivere e a convivere in società sempre più multietniche e multiculturali.”

Il progetto porterà ad un archivio consultabile online, fatto di percorsi di lettura, chiavi di ricerca, e accessibile al grande pubblico. A questo, si affiancherà la pubblicazione della Opera Omnia e ad una nuova documentazione su Martini.

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