Un libro racconta la chiesa di Sant'Ignazio al Campo Marzio

Il volume è curato dall'architetto Cinzia Sebastiani Zoli

La locandina della presentazione
Foto: pubblico dominio
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Mercoledì 2 ottobre presso la Pontificia Università Gregoriana è stato presentato il libro dell'architetto Cinzia Sebastiani Zoli, dedicato alla chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio. L'opera racconta la storia della prestigiosa chiesa, partendo dalla ricerca storica, urbanistica ed architettonica che fa del testo un unicum nel suo genere.

Il lavoro svolto racconta, con particolare cura, la struttura architettonica della chiesa, mettendo in luce, anche gli aspetti religiosi, alla base dell'ambizioso progetto.

Oltre all'autrice hanno preso parte, all'interessante simposio, in qualità di relatori il cardinale Luis Ladaria Ferrerer, titolare della chiesa, padre Vitale Savio, rettore della stessa, il professore Giovanni Carbonara, il giornalista Marco Ravaglioli. Quest'ultimo, con professionalità, ha condotto l'uditorio nel vivo della presentazione. Come relatore, ha sottolineato i tratti salienti del testo, per la cultura e la divulgazione scientifica.

Il cardinale Ladaria, nel proprio intervento, con particolare attenzione, ha evidenziato l'interesse apostolico di Sant'Ignazio di Loyola, per la fede unita alla cultura.

La storia della Compagnia di Gesù e la nascita del Collegio romano a Roma (1550) non sono disgiunti dalla chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, ma ne concretizzano la missione.

Questa, secondo le fonti storiche raccolte, doveva essere il tempio dell'importante istituzione culturale, ormai cresciuta di numero.

Sulle fondamenta della vecchia chiesa dell'Annunziata, fu costruita una struttura più grande, in grado di rispondere al crescente numero di allievi, che prendevano parte alle lezioni. Sulla scia di questo complesso, si sviluppò l'Università Gregoriana.

Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù  fu tra i primi a Roma ad aprire una scuola, denominata di “Grammatica, D'umanità e di  Dottrina cristiana gratis” per tutti coloro che volevano avere una formazione, non solo spirituale, ma anche culturale.

Vivente il santo, a questa vi prendevano parte una quindicina di studenti, provenienti da varie parti del mondo. Questa struttura si allargherà, per vastità ed organizzazione, divenendo il Collegio romano.

Nel proprio intervento, padre Vitale Savio, con profondo interesse, ha sottolineato come, in una lettera, datata 31 marzo 1533, nelle intenzioni di Ignazio:”il Collegio romano doveva essere il più importante della Compagnia di Gesù”. Ed in effetti l'insegnamento profuso, non fu secondo a nessuna Università europea.

La cultura, nel progetto e nella Ratio studiorum dell'istituzione ignaziana, fa parte di quel progetto che ha reso gloria a Dio, se diretta ad maiorem Dei gloriam.

E non si può separare la storia della chiesa da quella del Collegio romano e dall'Università Gregoriana, in quanto rappresentano parti di un disegno comune, fatto di fede e di cultura

Nel corso dell'interessante incontro, i relatori hanno raccontato, con perizia e dovizia di particolari, l'affascinante storia della basilica, inserita nel cuore della vecchia Roma.

Il professore Carbonara , con competenza, ha chiarito l'importanza di un tale lavoro, soprattutto dal punto di vista dell'attualità e dell'importanza dei dati raccolti.

Nei ringraziamenti e nella propria relazione, l'architetto Sebastiani Zoli, con perizia, ha evidenziato la storia del rione Pigna, che accoglie questo luogo di preghiera e di arte.

Cultura, urbanistica e storia religiosa hanno brillato e tutt'ora brillano in questo gioiello dell'architettura romana. Questo spirito moderno ed all'avanguardia, unito ad una grande espressione religiosa, ha condotto la Compagnia di Gesù, nel corso dei secoli, sulle coste del mondo per diffondere il disegno di amore del Padre, che questo libro ci ricorda, con tanta attenzione.

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