Un miliardo di opportunità per il turismo, l'ambiente, l'uomo e l'evangelizzazione

La bandiera vaticana sulla basilica di san Pietro, meta di milioni di turisti
Foto: B.Petrik/CNA
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Turismo uguale opportunità. Lo scrive nel messaggio per la giornata mondiale del turismo che si celebra il 27 settembre prossimo, il Presidente del Pontificio Consiglio per i migranti il cardinale Vegliò.

Il tema per il 2015 è “ Un miliardo di turisti, un miliardo di opportunità” e la riflessione parte proprio da questo dato, nel 2012 un miliardo erano gli arrivi turistici nel mondo e nel 2030 si parla di due miliardi.

Per riflettere su questa particolare mobilità umana il cardinale fa riferimento alla enciclica Laudato si’ di Papa Francesco ricordando che siamo in una fase di grandi mutamenti e “il turista è sempre più alla ricerca di un contatto diretto con il diverso nella sua straordinarietà”. Si rafforza il concetto di “viaggiatore” e questo aumenta quella idea di stupore che chiede anche il Papa.

Le imprese devono quindi cambiare volto e considerare i turisti non solo statistiche ma occasione per investire in sostenibilità.

I Governi poi, spiega il messaggio, dovranno pensare a strategie per creare reti economico e sociali globalizzate per favorire le comunità locali che sono chiamate ad “aprire i propri confini all’accoglienza di chi arriva da altri Paesi spinto dalla sete di conoscenza.”

Opportunità per i paesi in via di sviluppo perché “generare reddito e promuovere il patrimonio specifico permette di risvegliare quel senso di orgoglio e di autostima utili a rafforzare la dignità delle comunità ospitanti”.

Nel viaggio poi “nasce il bisogno di allontanarsi dal mondo virtuale, tanto capace di creare distanze e conoscenze impersonali, e di riscoprire la genuinità dell’incontro con l’altro. E l’economia della condivisione è in grado di intessere una rete attraverso la quale si incrementano umanità e fratellanza capaci di generare uno scambio equo di beni e servizi.”

Opportunità per la evangelizzazione ovviamente: “È indispensabile che la Chiesa esca e si faccia prossima ai viaggiatori per offrire una risposta adeguata e individuale alla loro ricerca interiore; aprendo il cuore all’altro la Chiesa rende possibile un incontro più autentico con Dio. Con questa finalità si dovrebbe approfondire l’accoglienza da parte delle comunità parrocchiali e la formazione religiosa del personale turistico.” Una vera pastorale del tempo libero, come chiede il Papa, che si esprime con i pellegrinaggi.

La Chiesa con le istituzioni è anche chiamata ad essere “sempre vigilanti per evitare che un miliardo di opportunità diventi un miliardo di rischi, collaborando nella salvaguardia della dignità personale, dei diritti lavorativi, dell’identità culturale, del rispetto per l’ambiente”.

E proprio per l’ ambiente con il turismo arrivano le opportunità: “Il settore turistico, approfittando delle ricchezze naturali e culturali, può promuoverne la conservazione o, paradossalmente, la distruzione. In questo rapporto, l’enciclica Laudato si’ si presenta come una buona compagna di viaggio.” E con la enciclica e il turismo possiamo imparare ad approfittare per cambiare, negli stili di vita e negli atteggiamenti. “Un miliardo di possibilità - si legge nel messaggio-per diventare gli artefici di un mondo migliore, consapevoli della ricchezza racchiusa nella valigia di ogni viaggiatore. Un miliardo di turisti, un miliardo di opportunità per diventare “gli strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza” (Laudato si’, n. 53).”

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