Un sinodo per l’Amazzonia, combinando evangelizzazione ed ecologia integrale

Numeri e metodologia dell’Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica. L’enfasi sull’ecologia integrale

La conferenza stampa di presentazione del Sinodo speciale sulla regione panamazzonica, 3 ottobre 2019
Foto: Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Per il Cardinale Claudio Hummes, relatore generale del Sinodo speciale per l’Amazzonia, la missione della Chiesa in Amazzonia è quella di “evangelizzare”, vale a dire “annunciare Gesù Cristo e il suo Regno” e di conseguenza prendersi cura della casa comune”. Ed è per questo che il Sinodo speciale dell’Amazzonia si occuperà di ecologia, di popolazioni indigene, perché è parte di quella che Papa Francesco chiama ecologia integrale.

Si delinea così il Sinodo speciale per la regione panamazzonica. Sinodo consultivo, non deliberative, perché tutto sarà lasciato alle decisione di Papa Francesco, con l'esortazione post-sinodale. Sinodo “verde” sin dalla decisione di usare bicchieri non di plastica e fibra per le borse dei partecipanti, nonché di permettere solo le registrazioni on line. Sinodo con 184 padri sinodali, 35 donne a fare da uditrici, vari inviati speciali. Un sinodo in cui il tema dell’evangelizzazione si incrocia con il tema ecologico, perché in fondo non esiste Vangelo senza giustizia sociale, fa notare il Cardinale Hummes.

E il Cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi fino alla fine di questa assemblea (lascerà poi il posto al pro-segretario, il vescovo Grech) ci tiene a specificare che l’attenzione, quindi, si concentra sulla missione evangelizzatrice della Chiesa in Amazzonia, con al centro l’annuncio della salvezza in Gesù Cristo, e sulla tematica ecologica, data l’importanza che il territorio amazzonico riveste per tutto il pianeta”.

L’approccio al Sinodo, aggiunge, “parte dalla visione di un’ecologia che non si limiti a trattare le questioni guardando esclusivamente all’ambiente naturale, ma che «comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali”.

Qualche numero: 184 padri sinodali, di cui 136 partecipanti ex officio. Centotredici padri sinodali provengono dalle diverse Circoscrizioni Ecclesiastiche Panamazzoniche, ci sono 13 capi dicastero della Curia, e 15 religiosi eletti dall’Unione dei Superiori Generali e 33 Membri di nomina pontificia.

“Tra i Padri Sinodali - continua il Cardinale Baldisseri - figurano 28 Cardinali, 29 Arcivescovi, 62 Vescovi residenziali, 7 Ausiliari, 27 Vicari Apostolici e 10 Vescovi Prelati, 21 Membri non Vescovi, tra diocesani e religiosi”.

È un Sinodo che copre nove nazioni (Guyana francese, Repubblica cooperativista della Guyana, Surinam, Venezuela, Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia, Perù), servite da sette conferenze episcopali. “Tra i 113 Padri Sinodali delle Circoscrizioni Ecclesiastiche Panamazzoniche – prosegue il Cardinale - 3 provengono dalle Antille, 6 dal Venezuela, 13 dalla Colombia, 7 dall’Ecuador, 57 dal Brasile, 11 dalla Bolivia, 10 dal Perù”.

Come sempre, ci sono delegati fraterni: sono sei e rappresentano altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti nel territorio amazzonico.

Il vescovo Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei Vescovi, invece sottolinea il metodo, diverso rispetto ai sinodi. Non ci sarà la consueta ripartizione vedere-giudicare-agire durante l’assemblea, ma questa avrà luogo nei temi in discussione. Parlerà prima il Segretario Generale, che delineerà il percorso fatto, poi il relatore generale, che starà a definire anche i dibattiti dei circoli minori. Il resto, è come i sinodi precedenti in era Francesco, mentre la comunicazione sarà affidata al dicastero della Comunicazione, con briefing quotidiani.

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