Bregantini: folklore e spiritualità, mai l'una senza l'altra

I Misteri di Campobasso
Foto: Diocesi di Campobasso
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La giornata di ieri in molte diocesi italiane è stata dedicata alla celebrazione del Corpus Domini, e in alcune ha assunto anche un tono particolare. Come a Campobasso dove l’arcivescvo Brgantini al rientro della processione dei “13 misteri” tipica della tradizione ha voluto riflettere proprio sul rapporto tra spiritualità e folklore.

“Mai l’una senza l’altra!- ha detto salutando migliaia di persone-  Ma sempre insieme, in un “Et et “intrecciato e vitale. Perenne! Proprio per questo, sento che quest’anno abbiamo vissuto alcuni segni efficaci e intensi, di crescita cittadina”.

Bregantini ha ricordato gli atti di carità legati a questa giornata: “La visita al carcere come processione iniziale, che vuole anche premiare la bella iniziativa dell’alternanza tra scuola e lavoro perché il momento dei colloqui, in carcere per i figli, sia di gioiosa e serena presenza.

La mensa alla “Casa degli Angeli” dove si alternano centinaia di volonteri, di giorno in giorno, con fedeltà, per accogliere tanti immigrati e molti poveri. “corpo adorato è corpo servito”. Cioè “uno spezzare insieme il pane del cammino”.

E accanto ai segni, tre parole: Sinodalità, Solennità, Speranza.

“La Sinodalità è la parola chiave di questo anno. Ma è presente in modo diretto anche nella composizione di ogni mistero: tanti elementi, per un unico messaggio. A sua volta , tutti e tredici raccontano un unico mistero: “Il dono di Cristo nell’Eucarestia”. Tutti per tutti. Un pane, condiviso, e spezzato insieme, che è capace di saziare tutti! Tanti cuori, un'unica terra. Per un’unica identità!

La solennità. Colpisce sempre la bellezza e la solennità dei colori, gli angeli con le loro ali spiegate al vento, l’incedere dei misteri, la perfetta regia in un unico svolgersi dei segni, l’armonia mirabile di questo protendersi verso il cielo. Così siano anche i nostri cuori: mai ripiegati su noi stessi, mai isolati in paure egoistiche, mai timorosi di perdere la nostra preziosa identità! Perché è proprio l’armonia dell’insieme a rendere veri i misteri! Perciò anche perenni e sempre nuovi. Pur se antichi.

La speranza. Ora una parola finale di speranza, la traggo guardandoli i misteri, uno ad uno! Per una pennellata ciascuno per ciascuna statua. Permettetemelo dopo ben dieci anni di stupore”.

Dopo aver ricordato i singoli “misteri” le immagini dei santi legati alla vita di ogni giorno, ha concluso: “Non ci resta che benedire la forza mirabile di una tradizione perennemente valida, anzi crescente, di anno in anno! Ma il tutto ha una sorgente, l’ostia consacrata che questa sera porteremo in processione e che già da questo balcone benedirà l’intera nostra città è terra del Molise. Grazie!”.