Il Papa a Milano, la prima visita alle Case Bianche

Il comprensorio delle Case Bianche
Foto: www.chiesadimilano,it
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

C’è una Madonnina recuperata dalle vecchie case popolari in un cortile, e sarà lì che Papa Francesco sosterà, dopo essere entrato in due o tre appartamenti, in quello che sarà il primo approccio con Milano. Perché Papa Francesco comincerà la sua visita dalle Case Bianche, il primo quartiere che si trova arrivando dall’aeroporto di Linate.

Un quartiere di case popolari, 477 appartamenti distribuiti dall’Aler, nato sulle ceneri delle case minime volute dal fascismo. Un quartiere amato dagli arcivescovi di Milano, che vi hanno sempre indirizzato molto del loro lavoro pastorale: ci andava il Cardinale Ildefonso Schuster, ci andava anche il Cardinale Giovan Battista Montini, e ci sono passati anche il Cardinale Carlo Maria Martini e il Cardinale Angelo Scola, che raccontano sia rimasto chiuso in ascensore.

Perché è questa una delle caratteristiche del quartiere: palazzi scorticati, tapparelle delle finestre rotte, ascensori non funzionanti al meglio. Ed è qui che opera don Augusto Bonora, parroco di San Galdino, che raccoglie nell’oratorio della chiesa tutti, dai piccoli cattolici ai musulmani, operando sul tessuto sociale con lo spirito pratico dei milanesi.

Racconta don Augusto ad ACI Stampa che “il Papa scendendo a Linate arriverà a piazza Ovidio e via Salomone, in uno spazio tra le cosiddette Case Bianche e il parco Galli. Trascorrerà una mezzora con due o tre famiglie, una di questa sarà di immigrati, musulmani. Poi si recherà verso uno spiazzale, dove c’è una Madonnina. La capienza è di 7 mila persone. In 4 mila hanno richiesto per ora di partecipare. Da lì parlerà alle persone”.

Tutto è stato organizzato nei dettagli: ci saranno una 80 di coristi che animeranno l’attesa, con tre momenti (sulle periferie; sul popolo di Dio; su Maria e la speranza) caratterizzati da un brano del Vangelo. Poi parleranno Giorgio Sardo, il volontario Caritas che fa un servizio di prossimità domiciliare nel quartiere, una delle piccole sorelle di Charles de Foucauld che ha una comunità che opera nel quartiere, e una volontaria cha da 15 anni fa scuola nelle case.

Come sono state scelte le famiglie che parleranno con il Papa? Don Augusto spiega che “è meglio non dire chi siano le famiglie”, e che “dato che il Papa non può girare per più di tre palazzi, ci si è ristretti in tre palazzi e sono state scelte sono state scelte situazioni di malattia molto consistente e di grande accudimento: c’è una mamma, una donna che accudisce da molti anni una persona fragile; una famiglia con una presenza di anziani molto consistente, e quindi un altro indirizzo è stato su un famiglia di anziani e una famiglia sarà di persone straniere”.

Tre testimonianze, per tre regali da dare al Papa e per una periferia che “ha tutte le caratteristiche delle periferie milanesi – dice don Augusto Bonora - anche se il territorio della parrocchia è variegato: ci sono dei loft vicino la televisione, e ci sono altri tipi di caseggiato. Sono 474 famiglie. È stato costruito negli Anni Settanta e hanno fatto sì che negli anni Settanta si trasferissero qui buona parte delle persone che abitavano presso le case minime costruite negli Anni Trenta”.

“Adesso – aggiunge - si stanno modificando le dinamiche, c’è un forte arrivo di immigrati, c’è un buon nucleo musulmano, c’è un nucleo dell’America Latina e gruppi nuovi. Ci sono campi rom abbastanza vicini”.

Insomma, si tratta di “una parrocchia con due porte che danno su due realtà diverse: è costruita in modo singolare, un po’ spagnola, ed è stata fatta appositamente per permettere integrazione tra fasce differenti di persone. Originariamente c’è stato un grossissimo legame tra la parrocchia di San Galdino e le case minime. La realtà era molto collegata alle case minime. Poi si è creata una cappellina su via Mecenate che coinvolgeva una fascia differente, e così quando hanno spostato le Case Bianche c’è stata la scelta di don Giuseppe Rimoldi di fare questa chiesa che permettesse di integrare le diverse parti di questo territorio. È una realtà che integra, abbastanza viva come realtà di periferia”.

E molte sono le attività fatte dalla parrocchia: la distribuzione dei vestiti, distribuzione alimentari, uno sportello di tutoring lavorativo, un servizio di doposcuola molto attento, c’è un Centro di Aggregazione Giovanile per adolescenti. Sarà questa la prima realtà che Papa Francesco vedrà a Milano.