Leone XIII e quella chiesa in dono...

La chiesa di San Gioacchino ai Prati di Castello
Foto: Wikimedia pubblico dominio
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E' stato un Papa longevo. Il suo pontificato è stato tra i più lunghi della storia: il quarto, ben 25 anni e 4 mesi. Parliamo di Papa Leone XIII - al secolo Gioacchino Pecci - che ha governato la Chiesa dal 1878 al 1903.

Noto in particolare la enciclica sociale Rerum Novarum, vogliamo parlare di questo Pontefice - nato a Carpineto Romano nel 1810 - per un particolare dono ricevuto in occasione del suo giubileo presbiterale. Il dono di una chiesa, che oggi è una parrocchia romana: San Gioacchino ai Prati di Castello.

Il progetto della nuova chiesa fu approvato dallo stesso Papa Pecci e i lavori ebbero inizio nel neonato Rione, a pochi passi da Piazza dei Quiriti nel 1891.

27 le nazioni che hanno partecipato alla costruzione della chiesa tra le quali Portogallo, Baviera, Polonia, Canada, Inghilterra, Stati Uniti, Spagna, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Irlanda e Argentina.

Il 20 luglio 1896 la nuova chiesa - dedicata al padre della Vergine Maria, il cui nome era quello del Papa - era pronta per essere inaugurata.

Leone XIII stesso stabilì inoltre che la nuova chiesa fosse sede dell'adorazione eucaristica perpetua, una tradizione che continua anche oggi.

Dal 1960 la chiesa di San Gioacchino è un titolo cardinalizio. Tre i cardinali a cui è stata assegnata: Bernard Alfrink, Arcivescovo di Utrecht; Michele Giordano, Arcivescovo di Napoli; Leopoldo Brenes Solorzano - attuale titolare - Arcivescovo di Managua.

Nel corso della sua secolare storia, la chiesa di San Gioacchino ha dato rifugio - nel corso della II Guerra Mondiale - a diversi ebrei, in cerca di salvezza dalle persecuzioni razziali durante l'occupazione nazista di Roma.