Magdala: la pietra, la sinagoga e la storia della Menorà

La Pietra di Magdala
Foto: magdala.org
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Una pietra scolpita, una sinagoga sulla rive del lago, e la storia di Israele. Tutto nella Pietra di Magdala, una delle più antiche rappresentazioni della Menorà ancora esistente. La pietra è in mostra al Braccio Carlo Magno in Piazza san Pietro, nella esposizione “La Menorà, culto, storia e mito” che prosegue al Museo Ebraico di Roma.

Prima della pietra di Magdala ci sono solo le discusse rappresentazioni musive della sinagoga di Delos in Grecia del II-I secolo avanti Cristo. 

Padre Juan Maria Solana L.C. è il direttore generale del progetto Magdala, un grande centro di pellegrinaggio che sta sorgendo sulle rive del lago di Galilea, e ha seguito tutti i lavori di scavo archeologico della città e della sinagoga.

"La scoperta - racconta - è stata fatta nel 2009 mentre si preparava il terreno per costruire una struttura alberghiera in riva al lago di Galilea e secondo la legge si devono sempre condurre degli scavi. Durante gli scavi è emersa una grande parte della città di Magdala e la sinagoga con la pietra.

La pietra serviva ad appoggiare i rotoli della legge, era il leggio quindi. É stata trovata per terra, forse perché quando gli abitanti di Magdala seppero che venivano i romani ad attaccarli hanno coperta la pietra pensando di riprenderla dopo. Poi forse verso la fine del primo secolo ci fu una alluvione che coprì la intera città e quindi fino al 2009 è rimasta lì."

Cosa rappresenta?

La pietra è  forse un modello del Tempio di Gerusalemme, nelle decorazioni infatti segue uno schema architettonico preciso. C’è la Menorà con l’altare del tempio con le anfore dell’olio e dell’acqua, ci sono due lampade erodiane ai lati come era al tempo nel Tempio, e una doppia arcata

E dietro delle ruote vista una dall’interno e una dall’esterno con sotto del fuoco è stato interpretato come il carro di fuoco di Ezechiele che portava la gloria di Dio e anche sopra ci sono altri simboli del Tempio.

Come è stata fatta la datazione?

Dal contesto della sinagoga, dalle monete e perché si sa che la sinagoga è stata molto arricchita e abbellita negli anni 40 e per questo la datazione è del 50 e prima del 71 epoca della distruzione del Tempio.

La direttrice dello scavo Dina Avshalom-Gorni dell’Israel antiquities authority all’epoca del ritrovamento disse: “siamo di fronte ad una scoperta unica ed eccezionale. È la prima volta che viene ritrovata la rappresentazione di una menorah risalente ai giorni del Secondo Tempio, cioè quando il tempio erodiano era ancora in piedi. Questa è, la più antica lampada in contesto giudaico, databile al periodo del Secondo Tempio, vale a dire all’inizio del periodo Romano Antico. Si può supporre che il bassorilievo che compare sul blocco di pietra rinvenuto da IAA, sia stato scolpito da un artista che doveva avere visto con i suoi occhi la menorah a sette bracci nel tempio a Gerusalemme”.