Papa Francesco e Trump, un incontro per enfatizzare i valori comuni

Papa Francesco e il presidente Trump all'inizio del loro incontro riservato, 24 maggio 2017
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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Da una parte, il presidente Trump che regala a Papa Francesco una scatola di libri di Martin Luther King. Dall’altra, Papa Francesco che ricambia con un medaglione per la pace, e il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace dedicato al tema della non violenza. L’atteso incontro tra Papa Francesco e il presidente statunitense Donald Trump, durato 31 minuti in tutto, si può riassumere in questo scambio di doni.

Doni che rappresentano una particolare enfasi sui temi sui quali Santa Sede e governo statunitense sono d’accordo. Ovviamente, il richiamo alla pace e al dialogo, che Donald Trump ha fatto suo in questo viaggio in cui dall’Arabia Saudita è arrivato in Israele per poi fare un passaggio in Vaticano. In pratica, l’alleanza con l’Islam sunnita – con il quale la Santa Sede ha di recente stretto nuovi rapporti, culminati con la visita di Papa Francesco in Egitto – la vicinanza al mondo ebraico e dunque l’incontro con la Santa Sede.

Anche il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede mette in luce sia le buone relazioni bilaterali, sia “il comune impegno a favore della vita e della libertà religiosa e di coscienza”, e che c’è stato uno “scambio di vedute su alcuni temi attinenti all’attualità internazionale e alla promozione della pace nel mondo tramite il negoziato politico e il dialogo interreligioso, con particolare riferimento alla situazione in Medioriente e alla tutela delle comunità cristiane”.

Il comunicato sottolinea che “si è auspicato una serena collaborazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, impegnata a servizio delle popolazioni nei campi della salute, dell’educazione e dell’assistenza agli immigrati”, ed è in questa frase che si nota la posizione della Chiesa cattolica, che chiede – in sostanza – la possibilità per gli ospedali e delle scuole cattoliche di agire secondo coscienza, e fa notare che ci sarà sempre sostegno per gli immigrati.

Viene così affrontato uno dei temi che ha portato molti a definire come “tesi” i rapporti tra la Santa Sede e l’attuale amministrazione. Ma, al di là delle interpretazioni e delle ricostruzioni dei media, Santa Sede e Stati Uniti hanno consolidati rapporti diplomatici, e hanno anche vissuto i loro momenti di tensione. Nel 2009, quando il presidente Obama varcò per la prima volta le porte del Vaticano, Benedetto XVI gli regalò una copia della Dignitatis Persona, l’istruzione della Congregazione della Dottrina della Fede sui temi della vita, a rimarcare quello che la Santa Sede si aspettava dalla sua amministrazione

In questo caso, l’appello di Papa Francesco è stato più genericamente a un operato per la pace e per evitare l’uso della violenza. Nel dare a Trump il medaglione per la pace, ci ha tenuto a spiegare che “la frattura è la divisione della guerra, l’ulivo porta unità e pace”. E Trump ha risposto: “Possiamo fare uso della pace”. E andando via, ha detto: “Non dimenticherò quello che mi ha detto”.

L’incontro in Segreteria di Stato, in cui sono stati affrontati i temi più "pratici", è durato 50 minuti. E nel frattempo, altre due visite dall’entourage USA sottolineavano i temi su cui le due parti vanno d’accordo: Ivanka Trump, la figlia del presidente, è andata subito a Sant’Egidio per partecipare ad un incontro sul traffico di esseri umani, mentre l’impegno umanitario è stato sottolineato dalla visita di Melania Trump, moglie del presidente, al Bambino Gesù.