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Il Papa incoraggia la Chiesa caldea e chiede l'intervento in Iraq per riportare la pace

Il Patriarca caldeo Sako |  | Aid to the Church in Need www.acnuk.org Il Patriarca caldeo Sako | | Aid to the Church in Need www.acnuk.org

“La situazione nelle vostre terre di origine è gravemente compromessa dall’odio fanatico del terrorismo che continua a provocare una forte emorragia di fedeli che si allontanano dalle terre dei loro padri, ove sono cresciuti ben radicati nel solco della tradizione.”

Il Papa lo ha ripetuto ai partecipanti al Sinodo dell Chiesa Caldea che si sta svolgendo a Roma in questi giorni. “Questo stato di cose - ha detto - sta certamente minando alle fondamenta la vitale presenza cristiana in quella terra che ha visto iniziare il cammino del patriarca Abramo, risuonare la voce dei Profeti che richiamavano alla speranza Israele durante l’esilio, fondare le prime Chiese sul sangue di tanti martiri, testimoniare la pienezza del Vangelo, far crescere le società con il proprio contributo, durante secoli di pacifica convivenza con i nostri fratelli seguaci dell’Islam.”

Il Papa aggiunto: “Confermo, oggi più che mai, tutto il sostegno e la solidarietà della Sede Apostolica a favore del bene comune dell’intera Chiesa Caldea. Prego affinché i cristiani non siano costretti ad abbandonare l’Iraq e il Medio Oriente – penso in particolare ai figli e alle figlie della vostra Chiesa, con la loro ricca tradizione.”

Ai vescovi e patriarchi il Papa ha chiesto di favorire il dialogo e alla comunità internazionale il Papa ha chiesto di “adottare tutte le strategie valide al fine di promuovere il raggiungimento della pace in Paesi terribilmente devastati dall’odio, per riportare il soffio vitale dell’Amore in luoghi che da sempre sono stati crocevia di popoli, culture e nazioni. La tanto auspicata pace possa sorgere all’orizzonte della storia, affinché i luttuosi drammi inferti dalla violenza lascino il posto ad un clima di reciproca convivenza.”

Una riflessione il Papa l’ha fatta anche sulla sinodali riprendendo il teso del suo discorso per i 50 anni del Sinodo che, ha detto, va “ vissuto con senso di responsabilità, partecipazione e servizio, avendo sempre dinanzi l’immagine del Buon Pastore, che ha a cuore la salvezza delle sue pecorelle e, in particolar modo, si prende cura di quella smarrita. Siate anche voi così: zelanti nella ricerca della salus animarum, dei presbiteri come dei laici, ben sapendo che l’esercizio della comunione talora richiede una vera e propria kenosi, un abbassamento e una spogliazione di sé.” Un modo anche per essere vicini a coloro che sono nella diaspora in modo che “le riflessioni che emergeranno potranno offrire soluzioni proficue alle vostre attuali esigenze e spunti di convergenza per la risoluzione di problematiche liturgiche e di ordine generale.”

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Il Sinodo della Chiesa caldea cattolica si svolge a Roma proprio per le difficoltà dovute alla situazione di guerra che si vive in Iraq.