Ordine di Malta, due ambasciatori per il traffico di esseri umani

Fra' Giacomo Dalla Torre, Luogotenente del Sovrano Militare Ordine di Malta, tiene il discorso di inizio anno al corpo diplomatico accreditato presso lo SMOM, Villa Magistrale, 9 gennaio 2017
Foto: AG / ACI Stampa
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Un impegno umanitario a largo raggio, che va dall’emergenza migranti alla questione sanitaria, e che tocca gli alti livelli diplomazia, con la nomina di due ambasciatori con il compito specifico di occuparsi di traffico degli esseri umani: fra’ Giacomo Dalla Torre, luogotenente del Sovrano Ordine di Malta, fornisce una panoramica dell’impegno dell’Ordine in tutto il mondo.

L’occasione è l’incontro con il corpo diplomatico accreditato presso il Sovrano Ordine di Malta, che – da tradizione – avviene il giorno successivo all’incontro del Papa con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Ed è un momento importante per quantificare l’impegno dello SMOM – questa la sigla con cui è conosciuto – uno “Stato” senza territorio, ma con una sovranità tutta dedicata ad aiutare gli ultimi.

Nel discorso del Luogotenente Dalla Torre, eletto lo scorso anno per operare una transizione verso una riforma degli Statuti interni dell’Ordine, c’è anche una piccola nota che riguarda, appunto, la nomina del nuovo Gran Maestro. Ci sarà a inizio maggio – il 2 e il 3 maggio – e sarà ancora con i vecchi Statuti, mentre i nuovi sono parte di una discussione che sta coinvolgendo l’intero SMOM: a tutti i membri è stato richiesto di fare proposte, e ci sono 10 commissione al lavoro per stilare i nuovi Statuti. 

“Come annunciato a Papa Francesco – sottolinea il Luogotenente Dalla Torre – il processo mira ad essere il più inclusivo possibile, e ha come pilastri il rafforzamento della nostra spiritualità e il consolidamento del sistema di governo per meglio affrontare la nostra epoca e le attuali sfide umanitarie”.

Quello su cui, però, si vuole soffermare il Luogotenente Dalla Torre è appunto il lavoro diplomatico-umanitario fatto dallo SMOM nel corso dell'anno.

L’agenda umanitaria dell’Ordine si concentra su alcune aree tematiche: l’assistenza ai migranti e rifugiati, la lotta al traffico di esseri umani, il sostegno ai malati di demenza e lo sviluppo di nuove terapie, la lotta alle patologie endemiche.

“La nostra missione non si limita al momento dell’emergenza, ma prosegue anche dopo, quando le telecamere si spostano e le luci si spengono”, sottolinea.

E aggiunge: “Neutralità, imparzialità, difesa delle fasce di popolazione più deboli fratellanza: sono questi i principi fondanti della nostra missione millenaria.” 

Quali le grandi sfide dell’anno appena trascorso? Le emergenze umanitarie – sottolinea il Luogotenente – hanno incluso i conflitti in Sud Sudan, Yemen, Siria e la crisi causata dalla sicictà in Somalia, “la peggiore mai registrata nel Corno d’Africa”. Ma ci sono anche emergenze causate dai cambiamenti climatici. Ci sono - nota Dalla Torre -  535 milioni di bambini bisognosi di assistenza in aree di conflitto.

Le migrazioni sono un tema centrale. L’Ordine di Malta è attivo per i negoziati sui due Global Compacts per le migrazioni sicure e sui rifugiati che si stanno discutendo alle Nazioni Unite, e chiede "nuovi strumenti giuridici" per affrontare il tema, nonché  “nuove politiche di reinsediamento” per i rifugiati, che restano nei campi per una durata media di 12 anni.

La notizia è la nomina di due ambasciatori con lo scopo di monitorare il traffico degli esseri umani, che “nel corso del 2016 ha coinvolto circa 20 milioni di persone di cui oltre il 70 per cento sono donne e bambini”. Hanno sede in Nigeria e a Ginevra, quest’ultimo con lo scopo di sensibilizzare Nazioni Unite e organizzazioni umanitarie sul tema.

Il Luogotenente Dalla Torre nota che la missione umanitaria ha lo scopo di “aiutare, accogliere, sostenere e condannare ogni tentativo di manipolazione del sentire collettivo”, e sottolinea che i volontari medici e infermieri imbarcati sulle navi delle Guardia Costiera e Marina Italiana nel Mar Mediterraneo non pensano se chi stanno salvato è un migrante o un rifugiato, né “se sia un cattolico o musulmano”, ma solo a salvarlo, per un impegno che dura da 10 anni.

Eppure, i migranti del Mediterraneo non diminuiscono. Provengono dalla Libia, dove – riferisce il Luogotenente – “la situazione è al collasso”, e dove l’Ordine di Malta ha preso parte ad una serie di incontri sul tema, da cui sono nate proposte che “faranno parte di un piano di azione concreto per cercare di sottrarre il Paese allo stallo economico e sociale in cui versa e che sta progressivamente indebolendo il popolo libico e le sue infrastrutture”.

Oltre a guardare ai Paesi di partenza, l’Ordine di Malta guarda anche all’assistenza e integrazione di migranti e rifugiati in arrivo, e da qui viene il recente incontro con Sigmar Gabriel, ministro degli Esteri della Germania, dove l’Ordine è impegnato con 5 mila volontari e 3 mila dipendenti che operano in 100 strutture, e che lavorano sul tema dell’integrazione dei migranti da ormai 25 anni.

Non solo le migrazioni. Il Luogotenente nota l’impegno dei medici dell’Ordine in zone di conflitto; in Siria e in Turchia al confine con la Siria per fornire assistenza agli sfollati in fuga dalla guerra; in Iraq con cliniche mobili; in Libano con 11 centri medici e 4 cliniche mobili – un impegno apprezzato anche da Michel Naim Aoun, presidente del Libano.

E ancora: lo SMOM è impegnato in Uganda nell’accoglienza dei rifugiati dal Sud Sudan che ormai sono quasi un milione; in Kenya dove la siccità crea condizioni sanitarie precarie affrontate da un centro medico del Malteser International che distribuisce cibo ai bambini sottonutriti e a circa 2500 famiglie; in Sudafrica dove si lavora per dare assistenza medica e sociale ai malati di HIV e alle famiglie; a Dakar, dove c’è un Centro Ospedaliero dell’Ordine che compie 50 anni di attività.

Moltissimi i progetti dell’Ordine in Centro America, dalla missione medica in Repubblica Dominicana cui hanno partecipato 75 dottori specializzat alla la campagna medica in El Salvador durante la Settimana Santa per operare di cataratta 240 persone prive di mezzi finanziari e ormai quasi cieche, fino all'impegno in Costa Rica con progetti per aiutare i più poveri in salute, sicurezza, volontariato e riduzione del rischio dei disastri.

Quindi, lo sguardo di fra' Dalla Torre si posa sull'Asia. Papa Francesco ha detto agli ambasciatori ieri di essere rimasto commosso dall’incontro con i RohingyaQuella dei musulmani del Rakhine è però una emergenza umanitaria che viene da lontano, e il Luogotenente sottolinea che lo SMOM è presente lì da 15 anni per prestare assistenza. In Timor Est è stato aperto un nuovo centro medico, c’è stato un accordo di cooperazione con la Commissione dell’Oceano Indiano e ha organizzato un campo estivo per i giovani disabili a Singapore, il primo in Asia.

Una menzione particolare per l’Ordre of Malte France, che fa 90 anni e si impegna a lottare contro l’esclusione sociale, sostiene i senzatetto nelle periferie urbane, fa assistenza ai disabili e contribuisce alla lotta contro il Morbo di Hanesn, con un impegno che va dal Laos alla Palestina, dal Vietnam alla Cambogia. In generale, l’Europa è oggetto di moltissimi progetti, di cui – dice il luogotenente – “non è possibile dare conto per le dimensioni e la varietà dei progetti”.

La diplomazia del bisogno parte dall’impegno concreto, anche nelle emergenze – come l’urgano Harvey e i terremoti in Italia - e diventa impegno diplomatico. Ad esempio, “il Medio Oriente e il continente africano sono stati temi centrali dei colloqui con le autorità russe nella recente visita a Mosca del Grande Ospedaliere”. Colloqui favoriti da una occasione: i 25 anni di relazioni diplomatiche tra l’Ordine di Malta e la Federazione Russa. Ma è da menzionare anche il lavoro di advocacy alle Nazioni Unite e al World Humanitarian Summit del 2016, che fu citato anche da Papa Francesco.

Questo è l’impegno dell’Ordine di Malta nel mondo. A maggio ci sarà un nuovo Gran Maestro, e il suo primo impegno sarà il tradizionale pellegrinaggio internazionale a Lourdes. Per un impegno che continua.