L' Ordine di Malta e la "geografia del bisogno"

Un momento dell'incontro del Gran Maestro dello SMOM
Foto: www.orderofmalta.int
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Che il Sovrano Militare Ordine di Malta sia appunto “sovrano” è evidente anche dal fatto che ha degli ambasciatori accreditati. E ieri, come di consueto il giorno dopo la udienza di inizio anno con il Papa, il Corpo Diplomatico accreditato presso lo SMOM si è riunito nella Cappella della Villa Magistrale per ricevere gli auguri del Gran Maestro.

Fra’ Matthew Festing ha tento un lungo discorso nel quale ha passato in rassegna i tanti fronti aperti delle sfide umanitarie che l’ Ordine affronta: dalla Siria, a Lampedusa al Sud Sudan o anche ad Amatrice e Norcia. E c’è poi il lavoro contro la diffusione delle malattie virali da Zika all’ HIV. E gli impegni in Medio Oriente e in America Latina.

Una “geografia del bisogno” come ha detto il Gran Maestro che si è sviluppata in modo particolare durante l’Anno Santo della Misericordia con cerca 210mila pasti caldi offerti ai bisognosi, oltre 11mila persone assistite e quasi 3000 tonnellate di viveri distribuiti, oltre ad attività collaterali quali la distribuzione di capi di vestiario e contributi a famiglie in difficoltà a Roma. Complessivamente sono stati più di 1800 i volontari alternatisi ogni giorno nei Posti di Primo Soccorso allestiti nelle quattro basiliche maggiori.

Un bilancio di incredibile impegno e attività. Ma non poteva mancare un riferimento alla recente sostituzione del Gran Cancelliere, il numero tre del Governo dell’ Ordine. “La sostituzione del Gran Cancelliere,- ha detto Fra’ Matthew Festing-  all’inizio dello scorso dicembre, è stato un atto di amministrazione interna al governo del Sovrano Ordine di Malta. Essa rientra quindi esclusivamente nell’ambito delle competenze istituzionali dell’Ordine. Vi garantisco che questa sostituzione non influenzerà in alcun modo le relazioni con i paesi che voi rappresentate, tanto meno i programmi quotidiani realizzati dall’Ordine di Malta. La nostra natura decentralizzata assicura che le nostre attività di assistenza alle persone in difficoltà e nel bisogno, continuino inalterate nei 120 paesi in cui l’Ordine di Malta opera”.

Un chiarimento che si collega con la dichiarazione resa nota contemporaneamente in cui si dice chiaramente che il “Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta, in relazione all’attività che sta svolgendo il Gruppo nominato dalla Segreteria di Stato Vaticana, ritiene opportuno ribadire che la sostituzione del Gran Cancelliere è stato atto interno del governo dell’Ordine.

Pertanto, attesa l’irrilevanza giuridica del Gruppo e dei suoi atti nell’ambito dell’ordinamento giuridico melitense, l’Ordine ha ritenuto di non dover collaborare, anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità rispetto ad iniziative che si atteggiano quali forme volte obiettivamente (e quindi al di là delle intenzioni, che sono giuridicamente irrilevanti) a porre in discussione o comunque a limitare detta sfera”.

La vicenda è dolorosa e difficile, ma per lo SMOM è chiaro che questo non significa venire meno all’impegno con il Papa e la Santa Sede e tanto meno con tutti i bisognosi che trovano nell’ Ordine di Malta un sostegno.

Nel comunicato si ribadisce, citando la Carta Costituzionale del Sovrano Ordine di Malta che “la natura religiosa non esclude l’esercizio delle prerogative sovrane spettanti all’Ordine in quanto soggetto di diritto internazionale riconosciuto dagli Stati” e che “l’Ordine ha una rappresentanza diplomatica presso la Santa Sede, secondo le norme del diritto internazionale”.

Il testo è dettagliato e preciso e mette in chiaro lo status giuridico dell’ Ordine, la differenza tra “ceti” per cui il Gran Cancelliere sostituito, che  appartiene ai membri in Obbedienza ha fatto una prrmessa che “nulla ha a che vedere con il Voto di Obbedienza pronunciato dai Cavalieri di Giustizia, appartenenti al primo ceto. Dunque i Cavalieri di Giustizia “sono religiosi a tutti gli effetti” (art.9 par.1, Carta Costituzionale), mentre tali non sono i Cavalieri in Obbedienza”.  E “i membri del secondo ceto con la Promessa di Obbedienza sono subordinati soltanto ai propri Superiori nell’Ordine”.

E’ quindi “evidente che, in punto di stretto diritto, il rifiuto di obbedienza non giustifica in alcun modo il coinvolgimento di “Superiori religiosi”, tanto più in quanto essi non appartengano all’Ordine”.

Nel testo del comunicato del Magistero si spiega che il “coinvolgimento, oltre che giuridicamente impossibile, è anche superfluo in chiave garantista, dal momento che i membri del secondo e del terzo ceto, i quali intendano tutelare i propri diritti reputati lesi da provvedimenti disciplinari, possono impugnarli innanzi i Tribunali magistrali, secondo quanto previsto dall’art. 129 del Codice.

La mancata collaborazione con il Gruppo ha pertanto motivazioni strettamente giuridiche, sicché non è e non può essere in alcun modo giudicata quale mancanza di riguardo nei confronti del Gruppo stesso, né tanto meno dell’Ecc.ma Segreteria di Stato.

Ferma questa posizione del Gran Magistero, le testimonianze che i singoli membri ritenessero di poter rendere al Gruppo, non potranno per le loro modalità e per i contenuti espressivi di giudizi, porsi in contrasto, direttamente o indirettamente, con la decisione del Gran Maestro e del Sovrano Consiglio relativa alla sostituzione del Gran Cancelliere”.