"Parlando di famiglia, il Papa ha parlato anche di unità tra i cristiani"

Vescovo Jerzy Mazur, responsabile dei missionari Polacchi nel mondo
Foto: Andrea Gagliarducci
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Le parole del Papa sulla famiglia sono anche un appello a guardare alla famiglia dei cristiani, e alla sola cosa che unisce: la parola di Dio. Ne è convinto il vescovo Jerzy Mazur, di Elcki, in Polonia. È stato missionario in Siberia, poi espulso dalle autorità russe, e ora è presidente della Commissione Missionaria della Conferenza Episcopale Polacca e responsabile di tutti i missionari della Polonia inviati in tutto il mondo.

Per questo motivo, il vescovo Mazuer era Tbilisi: perché la Georgia è soprattutto un terreno di missione polacco. Polacchi sono, ad esempio, i padri Camilliani che gestiscono l’ospedale Redemptoris Mater. Subito dopo l’incontro di Papa Francesco con i sacerdoti nella Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria a Tbilisi, ha parlato con ACI Stampa dell’impatto che potevano avere le parole del Papa sul mondo missionari.

Cosa resta del messaggio del Papa?

Prima di tutto, che il dialogo in famiglia è la prima cosa. Se c’è dialogo tra marito e moglie, figli e genitori, se c’è una atmosfera di amore, tutti i problemi possono essere risolti. Non c’è divorzio. La famiglia deve essere Chiesa domestica, e deve imparare, dice il Papa, a conoscere le tre parole “perdono, grazie e per favore”. E questo si riflette anche nella chiesa.

In che modo?

Perché perdono, grazie e per favore corrispondono all’ambone, all’altare e al confessionale. L’ambone significa che dobbiamo ascoltare la parola di Dio, e dobbiamo essere pieni di amore. L’altare è dove c’è la salvezza di Gesù, che si è offerto per noi: l’altare ci chiama ad offrire i nostri talenti per gli altri. Il confessionale perché è lì che chiediamo scusa, riceviamo il perdono di Dio, perché Dio è misericordioso.

Come si applica tutto questo alla Chiesa di Georgia, in cui il mondo cattolico vive tutte le difficoltà di una minoranza?

La Parola di Dio unisce, anche se la famiglia è mescolata tra Cattolici e Ortodossi. È importante la testimonianza di vita, mostrare l’esistenza della misericordia nella nostra vita: deve essere questo il nostro obiettivo nel Giubileo della Misericordia. La misericordia unisce Dio e le persone. L’unità si raggiunge attraverso la pace, e parlando della pace in famiglia, ha spiegato quanto questo sia importante nel cuore, nella famiglia e tra le Chiese.