CEI, un rapporto sul tavolo. Racconta della persecuzione dei cristiani in Europa

Uno dei consigli permanenti della Conferenza Episcopale Italiana
Foto: www.chiesacattolica.it
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Non è stato parte della discussione, né è stato comunicato nella conferenza stampa finale. Ma il documento distribuito ai vescovi dal Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e anche del Consiglio della Conferenze Episcopali Europee, mette il dito sulla piaga della persecuzione religiosa in Europa. E lo fa attraverso un punto di vista privilegiato, quello dell’Osservatorio sull’Intolleranza e la Discriminazione contro i Cristiani con sede a Vienna.

La preoccupazione del Cardinale Bagnasco non è nuova. Già da tempo il Cardinale denuncia la costruzione di un ordine mondiale senza Dio, e non ha mancato di denunciare anche il recente caso di eutanasia infantile in Belgio come il risultato di questo ordine mondiale. E questa sua preoccupazione si è tradotta nella richiesta di un sommario da consegnare ai vescovi italiani, probabilmente con l'obiettivo di allargare lo sguardo ai problemi di tutto il continente.  

Il documento, una sintesi efficace dei 1800 casi di discriminazione contro i cristiani in Europa, è stato redatto da Martin Kugler, il direttore dell’Osservatorio, e fatto girare dal Cardinale Bagnasco tra i vescovi che si sono riuniti a Roma dal 23 al 25 gennaio scorsi.

Il documento inizia in maniera tranchant. “In Europa occidentale oggi – vi si legge - sia la libertà religiosa che la libertà di coscienza sono minacciate. All'interno dell'UE, l'articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo garantisce la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, ma diverse nazioni sperimentano conflitti di valori in particolare laddove la libertà religiosa è percepita come in conflitto con la libertà di altri settori della società e laddove i diritti di gruppi religiosi non sono sempre difesi con fermezza da parte dello Stato in queste situazioni. A volte questi conflitti hanno più a che fare con le implementazioni delle leggi, altre volte è la legge stessa che limita la libertà religiosa”.

Tra i 1800 episodi di discriminazione religiosa dal 2010, vanno segnalate una bomba esplosa nella basilica di Saragozza in Spagna, un cocktail molotov lanciato su una chiesa rinnovata di recente a Lucca in Italia, e 41 leggi che colpiscono i cristiani negativamente, a partire da quelle che impediscono ai genitori di richiedere la dispensa ai figli dall’educazione sessuale obbligatoria perché in diretta opposizione alle loro convinzioni religiose o quelle che obbligano infermieri e medici a eseguire interventi considerati da loro immorali.

Nota Martin Kugler che “le restrizioni alle obiezioni di coscienza motivate religiosamente colpiscono sempre più il personale medico e i farmacisti in diversi Stati membri dell'UE, tra cui la Francia, la Norvegia, il Regno Unito e la Svezia”, e che la preoccupazione è quella che l’adozione “di una linea dura di imposizione di posizioni relativistiche possa alla lunga inibire un adattamento ragionevole delle credenze religiose”.

Il riassunto segnala alcuni casi degni di nota. Partiamo dai più vicini. In Italia, si segnalano il furto e gli atti vandalici avvenuti nella Chiesa di Santa Elena a Messina il 3 luglio scorso; e la statua di San Petronio a Bologna deturpata con la scritta "Allah Akbar" dipinta sulla base: è successo il 26 giugno.

In Francia, ha colpito ovviamente l’uccisione di padre Jacques Hamel lo scorso 26 luglio.

In Germania, sono da notare il furto lo scorso giugno della reliquia di Papa Giovanni Paolo II dalla Cattedrale di Colonia; gli atti vandalici sulla Basilica di Bonn, dove un uomo di 24 anni ha causato ingenti danni alla cripta, al tabernacolo e al sarcofago dei Santi Casio e Florenzio, Patroni della Città; la distruzione di quattro croci di legno poste su alcune sommità della regione Bad Tölz-Wolfratshausen, in un periodo che va da maggio ad agosto.

In Spagna, si segnalano i due incendi dolosi scoppiati scoppiate in due chiese di Naròn, in Spagna, tra il 10 e l’11 giugno.

E poi ci sono i casi che colpiscono il diritto all’obiezione di coscienza. In Belgio, una casa di cura è stata multata di 6 mila euro per aver rifiutato l’eutanasia a un uomo di 74 anni malato di cancro ai polmoni. In Italia, un ordine di suore è stato condannato a pagare 25.000 euro a un insegnante per aver sospeso il suo rapporto di lavoro sulla base della incompatibilità del suo orientamento sessuale con l'ethos della scuola cattolica

Le discriminazioni però riguardano anche i rifugiati cristiani. Sottolinea l’Osservatorio che in Svezia, rifugiati che si sono convertiti dall’Islam al cristianesimo testimoniano di aver subito percosse, minacce, atti di bullismo e esclusione sociale negli alloggi per i rifugiati.

In Germania, 14 giovani iraniani cristiani sono stati costretti a fuggire dai campi rifugiati a Schloss Holte-Stukenbrock, dopo essere stati minacciati di morte per mesi da un gruppo di musulmani che vivono nella tendopoli.