Il Cile attende il Papa tra democrazia e ripresa economica

La Presidente del Cile, Bachelet
Foto: Bohumil Petrik - CNA
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Ricevere Papa Francesco lunedì prossimo sarà - presumibilmente - l'ultimo grande impegno istituzionale della Presidente cilena Michelle Bachelet che nel prossimo marzo lascerà il timone del Cile nelle mani del suo successore, Sebastian Pinera.

La Presidente uscente, socialista, aveva già guidato il Paese latinoamericano dal 2006 al 2010 e secondo la Costituzione non è possibile svolgere due mandati presidenziali consecutivi. Anche Pinera era stato Presidente tra il 2010 ed il 2014.

Il Cile è indipendente dal 1818 e attualmente è una delle economie più solide dell'intero continente latinoamericano. Il PIL pro capite cileno è il più alto di tutta l'America Meridionale.

Oggi il Cile è tornato ad essere un Paese pienamente democratico, al termine di un lungo e sanguinoso periodo di dittatura militare, quando - nel settembre 1973 - il generale Augusto Pinochet rovesciò con un cruento colpo di stato il presidente socialista Salvador Allende.

La caduta del regime iniziò alla fine del 1989 con un plebiscito che di fatto sfiduciò Pinochet portando a libere elezioni che diedero la vittoria a Patricio Aylwin Azócar, che divenne così il primo presidente democraticamente eletto dopo la dittatura militare.

Chiesa Cattolica e Repubblica cilena sono indipendenti - ciascuno secondo il proprio ordine - fin dal 1925.

Su una popolazione complessiva di quasi 18 milioni di abitanti, i cattolici sono circa 10 milioni mentre si contano tra non credenti ed agnostici circa 4 milioni di persone.