Il Papa ricorda il suo viaggio in Colombia: “Ho portato la benedizione di Cristo"

Papa Francesco, Udienza
Foto: Daniel Ibanez, ACI group
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Nel discorso della catechesi odierna dell’Udienza Generale, Papa Francesco si sofferma sul recente Viaggio Apostolico in Colombia. In piazza San Pietro il Papa ricorda i suoi 5 giorni intensi a Bogotà, Medellin, Villavicencio e Cartagena: “Un ringraziamento speciale al popolo colombiano che mi ha accolto con tanto affetto e tanta gioia!”. "Con orgoglio - racconta Francesco - la gente mi faceva vedere i loro bambini, come per dire, questo popolo ha futuro!".

Riconciliazione e pace. Sono state queste le parole più usate dal Pontefice nel suo ventesimo viaggio, che ricorda: “Il motto del Viaggio è stato “Demos el primer paso”, cioè “Facciamo il primo passo”, riferito al processo di riconciliazione che la Colombia sta vivendo per uscire da mezzo secolo di conflitto interno, che ha seminato sofferenze e inimicizie, procurando tante ferite, difficili da rimarginare. Ma con l’aiuto di Dio il cammino è ormai avviato. Con la mia visita ho voluto benedire lo sforzo di quel popolo, confermarlo nella fede e nella speranza, e ricevere la sua testimonianza, che è una ricchezza per il mio ministero e per tutta la Chiesa”.

“E’ evidente – spiega ancora il Papa nell’Udienza Generale - che il Maligno ha voluto dividere il popolo per distruggere l’opera di Dio, ma è altrettanto evidente che l’amore di Cristo, la sua infinita Misericordia è più forte del peccato e della morte. Questo Viaggio è stato portare la benedizione di Cristo, la benedizione della Chiesa sul desiderio di vita e di pace che trabocca dal cuore di quella Nazione: ho potuto vederlo negli occhi delle migliaia e migliaia di bambini, ragazzi e giovani che hanno riempito la piazza di Bogotá e che ho incontrato dappertutto”.

Francesco ricorda il viaggio tappa per tappa: “A Bogotá ho potuto incontrare tutti i Vescovi del Paese e anche il Comitato Direttivo della Conferenza Episcopale Latinoamericana”. Poi il Papa menziona la giornata dedicata in modo particolare al tema della riconciliazione, momento culminante di tutto il Viaggio, a Villavicencio.  E ancora il Cristo di Bocayá, senza braccia e senza gambe, “mutilato come il suo popolo”.

Di Medellin Francesco menziona le “Hogares”, le Case dove i bambini e i ragazzi feriti dalla vita possono trovare una nuova famiglia dove sono amati, accolti, protetti e accompagnati. Infine, Cartagena: “San Pietro Claver – spiega Francesco - come più recentemente santa Maria Bernarda Bütler, hanno dato la vita per i più poveri ed emarginati, e così hanno mostrato la via della vera rivoluzione, quella evangelica, non ideologica, che libera veramente le persone e le società dalle schiavitù di ieri e, purtroppo, anche di oggi. In questo senso, “fare il primo passo” significa avvicinarsi, chinarsi, toccare la carne del fratello ferito e abbandonato. E farlo con Cristo, il Signore divenuto schiavo per noi. Grazie a Lui c’è speranza, perché Egli è la misericordia e la pace”.

Al termine della Udienza, il Papa rivolge un pensiero particolare: "Esprimo la mia spirituale vicinanza a quanti soffrono a
causa dell’alluvione che ha colpito il territorio di Livorno. Preghiamo per i morti, i feriti, per i rispettivi familiari e per quanti sono nella prova".