In Bangladesh c'è il memoriale del martirio del padre della Patria

Il Nationale Martyr's Memorial di Savar, Bangladesh
Foto: pd
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La prima tappa della visita in Bangladesh di Papa Francesco è al Memoriale Nazionale dei Martiri di Savar. Il luogo simboleggia il valore ed il sacrificio dei martiri che hanno donato la loro vita per il Paese nella guerra di liberazione del 1971. Il Memoriale ultimato negli anni ’80 su progetto dell’architetto Syed Moinul Hossain in calcestruzzo e mattoni rossi, è un complesso che si estende su un totale di 34 ettari, circondati a loro volta da 10 ettari di verde. Singolare il percorso per raggiungere il monumento, che si snoda su diversi livelli, incluso un lago artificiale, a simboleggiare le difficoltà vissute dalla lotta per l’indipendenza.

A poca distanza anche il Il “Bangabandhu Memorial Museum” cioè l’abitazione di Sheikh Mujibur Rahman, primo presidente del Bangladesh e considerato “Padre della Nazione”, tanto da aver ricevuto il titolo onorifico di “Bangabandhu”, ovvero “Amico del Bengala”. In questo luogo, Mujibur Rahman e 31 membri della sua famiglia vennero uccisi il 15 agosto 1975, nel corso della guerra per l’indipendenza del Paese. Nel Museo si trovano fotografie rare della vita di Rahman e oggetti personali risalenti ai suoi ultimi giorni di vita. In tutto l’edificio sono rimaste tracce dell’assassinio, tanto che le mura e le scale recano ancora i segni dei proiettili sparati per uccidere la famiglia Rahman. Il Museo è stato inaugurato nel 1997.

Sheikh Mujibur Rahman era nato Tungipara nel 1920. Nel 1943, si unisce alla “Lega musulmana del Bengala”, dove lavora a stretto contatto con Huseyn Shaheed Suhrawardy, uno dei principali leader del movimento politico, che propone la nascita di uno Stato islamico separato. Si laurea in Giurisprudenza nel 1947, si trasferisce nel Bengala orientale e si afferma come politico a livello provinciale. L’anno successivo, viene arrestato ed incarcerato durante gli scontri popolari seguiti alla decisione del governo di estendere l’urdu come lingua ufficiale anche all’etnia bengalese.

Nel 1953, diventa segretario generale del partito “Lega Awami”. Con l’imposizione della legge marziale nel Paese, Rahman viene nuovamente arrestato nel 1958 e poi nel 1962. Nel 1963, viene eletto capo della “Lega Awami”, che presto diventa uno dei maggiori partiti politici del Pakistan ed elimina l’aggettivo “musulmano” dal proprio nome. Nel 1971 il Pakistan orientale ottiene l'indipendenza e prende il nome di Bangladesh. Rahman diventa Primo Ministro del Governo provvisorio ed aiuta il nuovo Stato a entrare nelle Nazioni Unite.

Il 15 agosto 1975, alcuni gruppi armati entrano nella capitale e assaltano la residenza di Mujibur, uccidendolo insieme alla sua famiglia e al personale di servizio. Solo due figlie, in visita in Europa, sfuggono al massacro. E nel 1996 sarà proprio la figlia maggiore, Sheikh Hasina, a diventare Primo Ministro del Bangladesh. Nel 2003, Mujibur ha ricevuto alla memoria la Medaglia dell’Indipendenza, massima onorificenza del Paese.